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Columbus Centre: “Italocanadesi fate sentire la vostra voce”

Estero

COLUMBUS CENTRE: “ITALOCANADESI FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE” – di Mariella Policheni

“È un impegno encomiabile quello di Lily M. Boraks che oltre ad aver partecipato ad alcuni incontri comunitari e ad essere attiva in ogni modo nella lotta per salvare dalla distruzione il Columbus Centre, con una lettera inviata giorni fa al giornale, condivide alcuni eventi della vita dei suoi suoceri e di suo nonno che pur partendo da molto lontano finiscono al Columbus Centre. 
Sia la suocera – che per il servizio prestato durante la Seconda guerra mondiale nelle battaglie di Montecassino, Ancona e Bologna dove “aveva il compito di raccogliere i cadaveri nella terra del campo di battaglia affinchè potessero essere seppelliti nelle tombe appena scavate” – che il suocero della Boraks – “che aveva il difficile incarico di identificare e neutralizzare l’attività dell’intelligence tedesca” – sono stati insigniti di varie medaglie. “Mio nonno materno – scrive ancora Lily M. Boraks – era un artigliere e le cicatrici delle ferite sono rimaste impresse sulla sua pelle per tutta la vita”.

A Montecassino morirono 1.200 soldati polacchi: “Alcuni decenni fa ho visitato Montecassino, in provincia di Frosinone, su sua richiesta e deposto ghirlande sulle tombe della famiglia e degli amici che erano morti assaltando l’abbazia benedettina bombardata in cima alla montagna. Quanto coraggio, sacrificio e immensa perdita di vite nella ricerca della libertà – continua la Boraks – una delle iscrizioni principali recita ‘La nostra anima a Dio. La nostra vita al suolo d’Italia’”.
Nasce proprio in un contesto difficile, come può essere quello di una guerra, l’amore per l’Italia del nonno di Lily M. Boraks: “Il nonno spesso osservava che durante i momenti bui della guerra, nel mezzo di una completa distruzione, c’erano questi monumenti antichi straordinariamente belli, statue, chiese e palazzi barocchi, molti dei quali erano stati sventrati – scrive la Boraks – così camminava con il cuore stretto sognando cosa fosse stata l’assoluta bellezza mozzafiato e strabiliante dell’Italia prima dei bombardamenti aerei, prima che la distruzione avesse inizio”.

“Mio nonno era fuori di sé dalla gioia quando per la prima volta posò gli occhi sulla Rotonda del Columbus Centre. Lo ha riportato al passato. I giardini e gli alberi erano una gioia per lui. ‘Così tranquillo, così unico … un luogo familiare … un posto che mi fa sentire a casa’ disse una volta – scrive ancora la Boraks – se mio nonno fosse vivo oggi, sarebbe totalmente devastato dal piano di riqualificazione e sarebbe uno dei primi a favore della designazione del centro come sito storico – conclude Lily Boraks – è morto nel 2004 e ogni volta che vedo la foto della Rotonda, ricordo come mio nonno abbia versato lacrime e apprezzato la vista della lavanda nel terreno, lavanda che spesso circondava i villaggi, le città e gli edifici preziosi…”.
Dalla scoperta dell’Italia, seppur in un contesto di morte e distruzione, è nato l’amore da parte di persone di origine polacca per la cultura italiana cui ha fatto seguito un affetto enorme verso il Columbus Centre.

“Salvate la nostra eredità! Salvate il nostro Columbus Centre – è anche il grido d’aiuto di Connie Ricupero – è un luogo iconico che rappresenta la storia degli immigrati italiani ed è un punto di riferimento che dovrebbe essere preservato per far vedere ai nostri figli come i loro genitori hanno contribuito allo sviluppo di questo Paese e ciò che hanno realizzato”.
Dopo essersi unita al coro di voci che invitano il Toronto Catholic District School Board a costruire la nuova Dante Alighieri Academy su uno dei propri terreni, la Ricupero contesta il fatto che proprietario del nuovo edificio sarà il Board mentre Villa Charities avrà solo un contratto di locazione a lungo termine per poter co-utilizzare le strutture. 

“Questo accordo è un negoziato a porte chiuse. La comunità italiana chiede ora che i partner rivedano la loro decisione – aggiunge la Ricupero che lancia un appello ai leader della comunità – è ora che tutti gli italocanadesi esprimano la loro opposizione al progetto, diano voce alle proprie idee per salvare il nostro Columbus Centre!”.
Connie Ricupero ha anche firmato, come tantissime altre persone la petizione per salvare il Columbus Centre: “Dobbiamo bloccare la sua demolizione”, conclude convinta”.


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