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Qual è il ruolo della poesia in una comunicazione di massa?

Arte, Cultura & Società

Qual è il ruolo della poesia in un mondo dominato dalla comunicazione di massa?

di Giuseppe Palumbo

In un mondo sempre più virtuale è ancora possibile ritagliare uno spazio da offrire ai dubbi o all’amore?
Quale valore ha assunto la poesia al giorno d’oggi?
In tre semplici domande siamo riusciti a riassumere una problematica che negli ultimi decenni di letteratura italiana sta diventando sempre più significativa: la poesia sta scomparendo. Tutti noi stiamo contribuendo a farla scomparire. Dove sono finiti i magnifici sonetti di Foscolo e di Petrarca, le poesie di Leopardi a Silvia e di Dante a Beatrice?
Possiamo dire che la poesia di oggi ha subito una notevole trasformazione tanto da essere paragonata al rap infatti tra gli elementi in comune troviamo le rime e la metrica fondamentali sia nella poesia che nelle canzoni del genere musicale. Negli ultimi anni però stiamo assistendo in Italia ad un progressivo aumento dei lettori di libri di poesie. Questo anche grazie ai cosidetti poeti di strada e alle loro poesie brevi formati da pochi versi che incidono molto nel loro significato. Il poeta e scrittore siciliano Angelo Magnano alias Capitano Angelo Magnano  costituisce una delle realtà poetiche italiane osservatore della vita e delle emozioni.

Le sue poesie riescono ad emozionare e i suoi versi incantano chiunque li legga ed è proprio nei suoi libri che ritroviamo i vecchi canoni della poesia e elementi essenziali ritrasmessi al pubblico in chiave moderna. Nei suoi versi troviamo di tutto: l’amore, i sogni e le favole,  che permettono al pubblico di rispecchiarsi nelle sue poesie. Siamo riusciti a contattare il poeta per chiedergli come sia nato questo bisogno di scrivere poesie e come esse l’abbiano portato ad avere un certo successo: “Ho iniziato a scrivere poesie perché ero innamorato. Mi trovavo a lavorare lontano da casa, piu o meno saranno stati 200 km , sentivo questa donna tutti i giorni e aveva una figlia ed io me ne innamorai follemente. Una sera mi trovavo a bere in cucina e non sapevo cosa fare cosi presi il telefono aprii le note e iniziai a scrivere una poesia. Quella donna mi lasció ma io non ho mai smesso di scrivere. La mia poesia era interminabile e ogni giorno ne scrivevo una nuova. Ho inizato a scrivere perché ero innamorato, scrivo poesie perché sono innamorato dell’amore e questo vizio sarà difficile da togliere, ma prima o poi mi ucciderà.” Nel suo libro d’esordio “Ubriacuore” non si parla però solo di amore ma anche di una serie di tematiche attuali tra cui le nuove generazioni, i rapporti di coppia, i meccanismi della mente e dell’anima.

“Io sto
nel tuo spazio,
quello che ho riempito
nel vuoto.
Tu stai
nei miei spazi,
quelli che ho svuotato
in pieno.
E ti amo
in questi spazi eterni,
e mi ami
in questi spazi persi.”
Un altro elemento della sua poesia è la personificazione delle cose che si verifica molto spesso leggendo le sue poesie e così assistiamo al mutamento del cuore a Cuore, da organo essenziale del corpo umano, a entità capace di far da bilanciere e di decidere tra la tristezza e la felicità. Insomma un libro che porterà il lettore alla scoperta di se stesso, delle sue paure dei suoi dubbi e del suo amore.
“La luna ci osserva.
Due stelle l’ammirano.
Si vanta della sua bellezza
e il mondo
è sbalordito dal suo splendore.
Ma lei non lo sa
che sono due anime
a illuminarla.”

Capitano Angelo Magnano ha scritto anche Bar Cuore (2017) e Ama oltre il mare (2017)


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