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Michele Lampugnani e’ il nuovo coordinatore territoriale Conf.i.a.l.

LavoroPuglia

Michele lampugnani, barese, è stato nominato Coordinatore territoriale della conf.i.a.l. trasporti e infrastrutture di bari.

La nomina è avvenuta in Roma. A nominarlo il Coordinatore della Segreteria Nazionale Confederale Benedetto Di Iacovo.  Presente anche la Responsabile del Settore Welfare Diana Sapienza.

La presenza del neo coordinatore territoriale di Bari presso la sede romana di CONF.I.A.L. ed il conseguente incontro, per la nomina, con il Coordinatore Di Iacovo, è stata anche una utile occasione per passare in rassegna i problemi del settore ed in particolare quelli riguardanti il sistema trasportistico e delle infrastrutture e delle opere pubbliche, sia a livello nazionale che della provincia di Bari e della Puglia,  che ritardano ad essere realizzate, ed alcune, addirittura, cantierate.

Si legge sempre più spesso – hanno affermato il Segretario nazionale Di Iacovo ed il neo coordinatore Lampugnani – di un nuovo codice degli appalti, di laboratori governativi a sostegno delle buone pratiche per il Sud, di impegni di ministri e governo per rilanciare i lavori pubblici e lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non possiamo che esserne felici – sottolineano – anche perché continuiamo ad essere seriamente preoccupati dalla verità dei numeri: dei 16,8 miliardi di euro di spesa pubblica in Puglia, la spesa è  ferma al di sotto del 50 per cento. 6 miliardi da spendere per infrastrutture. Dei 16,8 miliardi per 64.208 progetti in Puglia, 4,3 miliardi – evidenzia Lampugnani – riguardano l’acquisto di beni e servizi; 2,7 miliardi incentivi alle imprese mentre la fetta più grossa è proprio destinata alle infrastrutture, 9 miliardi. Ma ad oggi ne sono stati spesi solo 2,8.  La Puglia  – ha rimarcato Lampugnani – ha bisogno di opere pubbliche a sostegno del suo sistema produttivo e di completare in tempi quanto mai brevi quelle già previste. Sul sistema ferroviario registriamo strozzature che compromettono la velocità degli scambi a danno dei cittadini e delle merci, con ricadute sulle imprese che qui producono, sulla complessiva competitività della nostra regione. Interventi necessitano anche sul sistema portuale, come testimonia la grave situazione del porto di Taranto, mentre quelli che riguardano l’assetto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio sono una vera e propria emergenza, per evitare quei disastri naturali che con troppa frequenza si ripetono in Puglia.

Diverse e importanti le opere già finanziate in Puglia ma con livelli di spesa irrisori. Eccone alcune: il progetto per il dragaggio e cassa di colmata nel porto di Taranto, 83 milioni e solo il 4% speso. – uno stralcio dei lavori per la Statale 7 Bradanico-Salentino, 54 milioni finanziari e 0 spesi- il collegamento dell’aeroporto di Brindisi con la rete ferroviaria, progetto da 40 milioni di cui zero spesi.  Di Iacovo e Lampugnani, quindi, considerano allarmante il dato denunciato dall’ANCE relativamente alla media pro capite per cittadino degli investimenti deliberati dal CIPE: 2500 euro al nord e 380 in Puglia. Ecco – concludono i due coordinatori nazionale e territoriale Di Iacovo e Lampugnani – ci aspettiamo che ora si apra un dibattito vero sul Mezzogiorno e si individuino soluzioni, senza escludere una nuova politica industriale che scongiuri il rischio di desertificazione sempre più evidente.

 


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