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Erode è tornato

Estero

I giudici di Londra hanno deciso che la vita di Isaiah è futile ed il suo “best interest” è morire.

«Erode è tornato!», così Enzo Fortunato, coordinatore del Popolo della Famiglia di Puglia ed i responsabili provinciali commentano la notizia dell’omicidio del piccolo Isaiah Haastrup, cui ieri è stato interrotto ogni supporto vitale al Kings College hospital di Londra, dove era ricoverato dalla nascita.
«Siamo esterrefatti dalle parole dei cosiddetti esperti dell’ospedale di Londra che affermavano essere “futile” continuare il supporto vitale ad Isaiah», continua Enzo Fortunato. «Agghiacciante la frase in inglese dei responsabili dell’ospedale Londinese: “futile, burdensome and not in his best interest”, ovvero “futile, oneroso e non nel suo migliore interesse”.» 

Davvero pensiamo che il “best interest” di un malato, in questo caso un bambino, sia la morte?
«Nemmeno l’Alta Corte Europea dei Diritti Umani ha preso in considerazione la richiesta dei genitori di sospendere la condanna a morte emessa dal tribunale di Londra, confermando così una volta di più la visione mortifera di un’Europa che ha perso l’orizzonte della speranza e della vita» prosegue il comunicato del PdF locale.

«In questi giorni la politica italiana è totalmente ed unicamente interessata ai problemi legati alle Elezioni del 4 marzo, ma Il Popolo della Famiglia guarda oltre, riconoscendo nel primato della Vita e della Famiglia una priorità su tutto il resto. Questa nuova condanna a morte, riapre dunque gli interrogativi e le questioni etiche su casi di questo genere in cui i bambini sono vittime inconsapevoli ed incolpevoli di un’ingiustizia nei loro confronti. I genitori vengono ancora una volta privati del diritto di proteggere la vita dei propri figli. Il silenzio assordante dei media italiani sull’argomento ci preoccupa perché tende a “normalizzare” questi fatti nell’opinione pubblica.» 
Conclude poi «Come Popolo della Famiglia siamo al fianco dei genitori di Isaiah in questo momento di grande dolore, e non smetteremo mai di lottare per combattere e denunciare una cultura anti-vita che sempre più pervade il nostro tempo, dove la nostra umanità viene progressivamente sostituita da leggi di morte. Si tratta di eugenetica di Stato, imposta a suon di sentenze, mascherata da finto buonismo.


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