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Un libro contro i pregiudizi omofobici

Oltre Tevere

Alle volte mi viene il pensiero che abbiano ragione coloro che credono nella metempsicosi o, per essere più preciso, nella metemsomatosi. Sarò stato un omosessuale qualche secolo fa, finito nelle grinfie degli inquisitori, torturato, bruciato vivo? Che cosa altrimenti mi avrebbe potuto spingere, non essendo io omosessuale, a scrivere innumerevoli lettere e articoli contro i perniciosi pregiudizi nei riguardi dell’omosessualità?

La prima lettera risale al 20 luglio del 2000. Uscì su La Stampa col titolo “Il groviglio degli atti «contro natura»”, titolo dato dal bravo scrittore, giornalista Oreste del Buono, che rispose: “Gentile Renato Pierri, la ringrazio per la collaborazione a chiarire un poco il groviglio di tesi circa il tema in discussione. Davvero se ne sono dette tante. Persino troppe”. Quanto tempo è passato! E quanti cambiamenti, nel frattempo, nella società e persino nella Chiesa riguardo alle persone omosessuali.

Le lettere e gli articoli, scritti nell’arco di diciotto anni, testimoniano in qualche modo tale mutamento, verificatosi soprattutto negli ultimi anni grazie anche a papa Francesco, grazie al suo “Chi sono io per giudicare?”. Ma i pregiudizi sono duri a morire, soprattutto nei cattolici conservatori. E la mia battaglia continua. Voglio raccogliere tutto in un libro, infatti, lettere, articoli, discussioni con uomini della Chiesa, discussioni con Rocco Buttiglione, discussioni con… Vedete? E’ l’omosessuale vissuto secoli addietro che parla dentro di me, l’omosessuale torturato, bruciato vivo. Ci giurerei.

Renato Pierri


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