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La Siria e una lettera “R” sui nostri palazzi

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di Enzo Varricchio

BARI – Ci fermiamo a guardare una lettera “R” dentro una freccia sul prospetto del palazzo al civico 6C di Corso Vittorio Veneto. Un saggio direttore dei lavori l’ha risparmiata dai recenti restauri dell’edificio. Riporta alla seconda guerra mondiale, a quando le sirene squillavano e gli ordigni colpivano case e persone, come in questo momento accade in Siria e negli altri posti vicini e lontani dove si combatte e si odia.

E quella “R” poteva salvarti la vita. Indicava il rifugio più vicino. Queste ERRE sono ancora visibili in tante città italiane ma quasi nessuno ci fa caso, sembrano segnali insignificanti che si osservano tante volte senza guardarli realmente. Eppure loro resistono, a evocare un passato dimenticato, sono lì, anche se il tempo passa e si cerca di dimenticare, attendono di raccontarci la loro storia. Pensiamoci quando guardiamo le immagini della Siria e degli altri scenari di guerra. Pensiamoci quando ci dicono che c’è da fare una guerra giusta. Se fossimo noi a dover cercare quella maledetta/benedetta “R”?


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