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Giornata degli italiani nel mondo

Emigrazione

Se le medie aritmetiche non sono un’opinione, da quando è stata monitorata la nostra Emigrazione, almeno un terzo della Popolazione italiana ha lasciato la Penisola. Il fenomeno, nella sua complessità, non è mai cessato; solo ridimensionato. Soprattutto per i Paesi extraeuropei.

A conti fatti, nel pieno del diciottesimo anno di questo Nuovo Millennio, il numero maggiore di Connazionali all’estero si trova proprio in Europa. Mentre scriviamo, l’esodo continua. Insomma, le generazioni d’italiani, o d’origine italiana nel mondo, non sono per nulla in calo. Invece, pur con rammarico, abbiamo rilevato che ci si continua a “dimenticare” di loro. In tanti modi, ma con gli stessi effetti.

La proposta ufficiale di una “Giornata degli Italiani nel Mondo”, rappresentava la prima prova di un’evoluzione nel modo d’affrontare il nostro fenomeno migratorio. Poi, le elezioni e il varo, sofferto, di un Esecutivo di Centro/Destra, sembrano aver “dimenticato” un provvedimento già in via d’approvazione parlamentare. Tanto per capirci meglio: noi lo considereremo come il “giorno del ricordo”. Un atto non solo dovuto, ma moralmente imprescindibile e a costo zero.

Per quanto ci compete, abbiamo fatto le nostre considerazioni. Ora non ci rimane che attendere, in conformità con la burocrazia, sempre più complicata, gli sviluppi di un progetto che è maturato in ritardo ma che sentiamo profondamente inserito nel nostro essere.

L’individuazione ufficiale di una “giornata” dedicata ai Connazionali nel mondo non dovrebbe presentare difficoltà per nessuno dei nostri politici né di “maggioranza”, né d’”opposizione”. Ministri dell’Interno e degli Affari Esteri compresi. Noi siamo per il varo di questa”giornata” e loro?

Giorgio Brignola


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