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L ’euro sta per essere sostituito

Economia e Finanza

Senza clamori la moneta virtuale sta sostituendo l’euro cartaceo.

Quando Andreotti firmava Maastricht, lo faceva sapendo che di lì a tre mesi sarebbero finiti il suo ultimo governo come anche il Parlamento che dominava, l’intero sistema definito “prima repubblica” e il Presidente della Repubblica. Cioè finiva il mondo democristiano uscito dalla guerra, mondo che era effetto del duopolio USA-URSS. Firmando quel Trattato l’inossidabile Giulio voleva porre per i futuri governi le regole da rispettare; un po’ come si farebbe per continuare a condizionare pesantemente le scelta future… anche dopo morto. Cosa effettivamente accaduta.

Ma non è l’unico caso; spesso i governi in articulo mortis legiferano in modo da porre problemi ai loro successori o per estendere il proprio criterio di governo anche in caso di opinione differente dell’elettorato. Il nuovo governo dovrebbe -come prima cosa- fare tabula rasa dei provvedimenti precedenti in grado di condizionare la nuova maggioranza e quindi la volontà del popolo sovrano, ma usualmente non lo si fa per incompetenza.

Così è accaduto con la disposizione di imporre il pagamento tracciabile per tutti i salari e stipendi a valere dal prossimo primo luglio. È evidente che si tratta di un provvedimento licenziato dalla precedente maggioranza che sapeva perfettamente che era vicina la propria fine ed inteso a non far uscire soldi dal sistema bancario se non dopo aver pagato una commissione. La lotta all’evasione è una evidente foglia di fico per i gonzi che credono ancora alle balle governative e che sono veramente tanti anche tra le fila dei neoeletti. È evidente anche che questo nuovo orpello burocratico va ad aggiungersi alla marea di regole che impediscono ogni sviluppo alla nostra economia senza che questa circostanza sia stata ritenuta più importante di quella di favorire le banche.

Ma v’è dell’altro: sotto le mentite sembianze di una incombenza burocratica odiosa quanto inutile si nasconde una imposizione che, come quella illiberale che introdusse l’euro senza sentire l’opinione della gente, oggi impone la progressiva demonetizzazione della moneta fisica a favore di quella elettronica e virtuale; moneta virtuale che abbia la virtù di impedire l’uscita di danari dalle casse del sistema bancario. Quindi piano piano viene buttato fuori l’euro (che ancora non ha prodotto alcuno dei vantaggi che la propaganda di regime preconizzava) per sostituirlo con una nuova altra moneta non richiesta dalla gente ma imposta dal sistema delle banche.

Peraltro è ormai conclamato che per quelli della finanza il mondo dell’economia (cioè quel grande comparto fatto di persone che lavorano e che producono cose e servizi concreti) è avvertito come un grande intralcio da costringere dentro regole più consone agli imperativi della finanza. Appunto non far uscire i soldi dal sistema bancario. È da ritenere che l’operazione avrà successo e così non potrà esistere più nulla che non sia consentito dalle banche; nessuna impresa, nessuna operazione, nessun acquisto sarà possibile senza passare dal grande cervellone bancario e quindi senza la effettiva connivenza delle banche. ”tutto dentro la banca, nulla contro la banca, niente fuori dalla banca” si dirà parafrasando una storica frase di Mussolini che così definiva il proprio concetto di regime e che ha portato molto male anche a lui stesso.

Pure il fascismo che consentiva e garantiva il segreto bancario appare un regime ultra liberale a confronto di quanto ci viene oggi imposto.

La imposizione dell’euro avvenne in maniera esplicita anche se senza il consenso popolare sufficiente; la imposizione della moneta virtuale avviene in silenzio. Totale silenzio; né mai nessuno dovrà esprimersi su questa decisione.

 Canio Trione

 


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