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Un italiano su quattro ha la laurea, penultimi in europa

Scuola, Formazione & Università

 Istat, 60,9% ha un diploma, 14% giovani abbandona gli studi

La quota di 30-34enni con laurea o master e’ del 26,9% (contro il 39,9% della media Ue) nel 2017. Secondo i dati Istat l’Italia e’ penultima tra i paesi Ue. Il 60,9% della popolazione di 25-64 anni ha almeno un titolo di studio secondario superiore, contro il 77,5% della media europea. La quota di 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi e’ pari al 14%.

La quota di 30-34enni in possesso di titolo di studio terziario (laurea, Afam e post laurea) e’ pari al 26,9% (39,9% la media Ue) nel 2017. Lo rende noto l’Istat nel Report sui livelli di istruzione. Nonostante un aumento dal 2008 al 2017 di 7,7 punti, l’Italia e’ la penultima tra i paesi dell’Unione e non e’ riuscita a ridurre il divario con l’Europa. La quota di 30-34enni laureati, gia’ bassa nel Nord e nel Centro (30% e 29,9%), nel Mezzogiorno si riduce al 21,6%, con un divario territoriale in aumento. ù

Nonostante in Italia i vantaggi occupazionali derivanti da piu’ alti livelli di istruzione siano simili a quelli registrati nella media Ue, i tassi di occupazione restano inferiori a quelli europei (51,8%, 70,9% e 80,6% contro 55,6%, 75,7% e 85,3% rispettivamente per coloro che possiedono bassi, medi ed alti titoli di studio). A parita’ di livello di istruzione resta, tra uomini e donne, un rilevante svantaggio femminile anche tra quante hanno una laurea: 77% di occupate contro 85,7%. Nella popolazione con titolo terziario permangono ampie disuguaglianze territoriali (70,8% di occupati nel Mezzogiorno, 85,4% nel Nord), ancora piu’ marcate per la componente femminile (65,7% nel Mezzogiorno, 82,2% nel Nord). Restringendo il campo di osservazione alla generazione dei giovani di 30-34 anni, si stima che il premio occupazionale al crescere dei livelli di istruzione sia piu’ contenuto rispetto a quanto osservato per le precedenti generazioni ed inferiore rispetto a quello medio europeo, anche i livelli occupazionali sono di molto inferiori ai valori europei: questo – osserva l’Istituto nazionale di statistica – e’ indice di criticita’ nel mercato del lavoro giovanile italiano, indipendenti dal livello di istruzione e certamente acutizzate dalla crisi economica. Il tasso di occupazione dei laureati 30-34enni nelle diverse aree disciplinari e’ cosi’ distribuito: medicina e farmacia 84,3%, ambito scientifico e tecnologico 81,3%, area socio-economica e giuridica 75,3%, area umanistica e dei servizi 72,5%. Resta, in generale, sensibile l’incremento del tasso di occupazione al crescere del livello di istruzione: nel 2017, il tasso e’ del 54,8% per i giovani con al piu’ un titolo secondario inferiore, del 70,5% per coloro in possesso di un titolo secondario superiore ed infine raggiunge il 77,3% per i giovani in possesso di titolo terziario (59,2%, 79,5% e 87,1% i rispettivi tassi medi europei). In Italia, il premio dell’istruzione – inteso come la maggiore occupabilita’ al crescere dei livelli di istruzione – e’ pari a 19,1 punti nel passaggio dal titolo secondario inferiore al titolo secondario superiore e a 9,7 punti nel confronto tra quest’ultimo ed il titolo terziario. I vantaggi nell’occupazione sono maggiori proprio laddove si rilevano le maggiori criticita’, ossia per le donne e nel Mezzogiorno.


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