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Brexit: banca d’Inghilterra, il rischio ‘no deal’ e’ alto

Economia e Finanza

 Carney: ‘sistema banche e’ solido, hanno liquidita”

Il rischio che non si raggiunga un accordo sulla Brexit e’ ‘fastidiosamente alto’ e ‘altamente non desiderabile’. Lo sostiene il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, parlando con la Bbc. Il sistema bancario e’ comunque solido. ‘Ci siamo assicurati che le banche abbiano liquidita’ e che ci siano piani di emergenza’, ha aggiunto il governatore.

La possibilità che non ci sia un accordo sulla Brexit è “sgradevolmente alta” e “altamente non desiderabile”. Il governatore della banca d’Inghilterra, Mark Carney, non nasconde il suo pessimismo in un’intervista alla Bbc, nel corso della quale avverte che la prospettiva di un’uscita della Gran Bretagna dall’Ue senza un accordo “è una possibilità relativamente improbabile, ma è una possibilità”. In ogni caso, ha tenuto a rassicurare Carney all’indomani della decisione di alzare allo 0,75% il tasso di interesse, il sistema finanziario britannico è solido: “Abbiamo fatto in modo che le banche abbiano il capitale, la liquidità di cui hanno bisogno e abbiamo i piani di emergenza” per reagire a eventuali shock. “C’è uno spettro molto ampio di possibili conclusioni di questi negoziati sulla Brexit e stiamo entrando in una fase cruciale”, ha ammesso il numero uno della Banca d’Inghilterra, secondo cui “il nostro lavoro è di garantire” che, in caso di mancato accordo, non ci sia il caos nell’attività economica e commerciale.

I principali scienziati britannici, tra cui due vincitori del premio Nobel, hanno firmato l’appello lanciato dal quotidiano The Independent per un nuovo referendum sull’accordo finale sulla Brexit, aggiungendosi all’oltre mezzo milione di firme finora raccolte. Tra gli scienziati che hanno aderito alla campagna, riferisce lo stesso Independent, figurano Sir Paul Nurse, il genetista e premio Nobel; Sir Fraser Stoddart, chimico e anche lui vincitore del Nobel; l’astronomo reale Lord Martin Rees; la microbiologa Dame Anne Glover. “Sono molto preoccupata per cio’ che accadra’ alla ricerca – non solo la scienza ma la ricerca nel suo senso piu’ ampio – se partiamo con una Brexit caotica, con uno scenario senza accordo”, ha detto Glover, presidente della Royal Society di Edimburgo. Un nuovo referendum “e’ essenziale – ha scandito il Nobel Paul Nurse – sappiamo che c’era disinformazione e che la gente non capiva la complessita’ della questione. Il sostegno di importanti scienziati segue quello della British Medical Association, che rappresenta oltre 160.000 medici e della National Union of Students, che rappresenta 4,3 milioni di studenti in tutto il paese, che hanno entrambi aderito alla campagna. Mentre la scienza e’ passata in secondo piano nel dibattito pubblico sulla Brexit, che si e’ concentrato su argomenti come l’economia e l’immigrazione, e’ uno dei settori che invece che rischia di perdere di piu’: un sondaggio condotto dalla Campagna per la Scienza e l’Ingegneria (CaSE) nel 2015 ha evidenziato che oltre il 90 per cento degli scienziati concorda che l’adesione all’UE e’ un importante vantaggio per la scienza e l’ingegneria britannica.

 

 

 


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