Cronaca

La gip smonta il Decreto sicurezza

Carola Rackete ha lasciato Agrigento dopo la decisione della gip Alessandra Vella di non convalidare l’arresto. Il provvedimento del giudice ha di fatto giustificato l’attracco azzardato della capitana sostenendo che le direttive ministeriali contenute nel decreto sicurezza-bis non sono applicabili “perché una nave che soccorre migranti non può essere giudicata offensiva per la sicurezza nazionale e il comandante di quella nave ha l’obbligo di portare in salvo le persone soccorse”. Dunque la scelta di Carola Rackete di dirigersi verso Lampedusa è stata necessaria perché “in Libia e in Tunisia non ci sono porti sicuri”. Il comandante non ha dunque solo l’obbligo di prendere a bordo i migranti ma anche portarli in un luogo sicuro in cui siano garantiti i diritti fondamentali della persona. Dunque la gip ha escluso il reato di resistenza a pubblico ufficiale poiché giustificato dall’adempimento di un dovere, ossia quello di salvare vite umane. Al momento Carola Rackete è stata trasferita in un luogo sicuro, dopo le numerose minacce che le sono state rivolte, ma, dal portavoce della Ong Ruben Neugebauer, non sono stati riferiti ulteriori dettagli.

Il Ministro degli interni Matteo Salvini però non l’ha presa bene, infatti così commenta da Nettuno: “La scarcerazione mi ha provocato tanta rabbia. C’è una giustizia che in queste ore ci deve spiegare se possiamo quantomeno mettere su un aereo direzione Berlino questa signorina o se la dobbiamo vedere fare shopping a Santa Margherita Ligure o a Portofino in attesa di attentare alla vita di altri finanzieri”. Un commento che ha provocato l’indignazione della presidente dell’Anpi, Carla Nespolo che così replica: “Esprimo indignazione e preoccupazione per il violento attacco al Gip da parte del Ministro dell’Interno. La magistratura è un potere autonomo e metterla in discussione, addirittura denigrarla quando non agisce in modo corrispondente alle aspettative del Governo vuol dire superare il limite consentito dal sistema costituzionale, tentare di sovvertire l’ordine democratico dello Stato”. Un attacco duro contro i magistrati che, sulla base della normativa e dei principi vigenti sul territorio nazionale, hanno applicato la legge all’interno di uno stato di diritto.

Anche il vicepremier Luigi di Maio ha commentato la scarcerazione di Carola Rackete, dicendosi sorpreso: “Io ribadisco la mia vicinanza alla Guardia di finanza in questo caso. Ad ogni modo il tema è la confisca immediata della imbarcazione. Se confischiamo subito la prossima volta non possono tornare in mare e provare il nostro Paese e le nostre leggi”.

Tuttavia, nonostante il provvedimento di espulsione emesso dal prefetto Dario Caputo, la procura di Agrigento ha negato il nulla osta fino a che non verrà interrogata.  Anche se scherzosamente ha affermato: “Forse è il caso che emigro in Australia ad occuparmi di albatros”, la comandante della Sea Watch 3 potrà restare in Italia fino al 9 luglio.

di Sara Carullo


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