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Pagare tutti  

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Pure se i conti economici d’Italia continuano a non quadrare, gli italiani restano un Popolo rassegnato. Se il precedente governo non è riuscito a far fronte al bisogno fiscale, l’attuale Esecutivo, varerà una serie di provvedimenti che andranno a ricadere, principalmente, sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni.

 Le aliquote IRPEF non sono state ridotte; mentre l’Imposta sul Valore Aggiunto andrà a salire col prossimo anno. I trattamenti previdenziali minimi non sono stati “adeguati” e oggi vivere è più difficile che per il passato. Lo Stato sociale è più un termine che un fatto reale. Insomma, quel poco che c’è concesso è ripreso per altra via. Ma questa, a ben osservare, non sarebbe la realtà peggiore. Ciò che potrebbe far traboccare il ”vaso” è la manovra sull’equità fiscale.

L’evasione, purtroppo, c’è ancora. I più accurati controlli, tanto pubblicizzati dai media, rappresentano la scoperta dell’ago nel pagliaio. Certo è che la barca economica nazionale potrebbe naufragare. Per recuperare il maltolto, ogni mezzo è stato sperimentato. I risultati appaiono deludenti. La morale è sempre la stessa: c’è chi paga tutto quello che deve e c’è chi sfugge al suo obbligo contributivo. Ora, gli italiani hanno iniziato a essere stanchi delle “stangate” che si ripetono, con periodicità, sui loro risparmi e sul loro lavoro. Senza intese con le Forze Sociali, da noi si respira, prepotente, la voglia di dire”no”. No alle ingiustizie, no ai compromessi che favoriscono chi non ne avrebbe bisogno. Dato che il piatto piange, il Potere Legislativo non può temporeggiare su alcuni passi importanti a favore d’altri, che lo sono molto meno. Quando si tireranno le somme, ci si accorgerà con gli introiti saranno ancora insufficienti alla bisogna.

 Prima del possibile “commiato” governativo PD/M5S, l’inasprimento fiscale ci sarà. Questo Esecutivo attiverà una nuova fase dei provvedimenti fiscali. Per raccattare liquidi, saranno avviate altre strategie. Con la conseguente deduzione che, per evitare una nuova depressione dovranno essere trovati in casa altri fondi, con nuovi sacrifici. L’UE ha tempi di tolleranza contenuti.

 Comunque, le risorse torneranno a essere prelevati dal portafoglio, sempre più leggero, del contribuente italiano. C’è da auspicare che, per il prossimo futuro, anche i ricchi “piangano”. Non per avversione, ma per equità.

Giorgio Brignola


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