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Allarme del Fmi sui dazi. E Draghi avverte, ‘l’eurozona rallenta’

Economia e Finanza

Le tensioni commerciali dovute ai dazi mettono a rischio la ripresa dell’Unione europea. Lo dice il Fmi: ‘La spirale dei dazi puo’ compromettere gli sforzi per contrastare il rallentamento dell’economia in Europa’. E Draghi a Washington: ‘L’economia dell’Eurozona e’ cresciuta a una velocita’ piu’ lenta dall’inizio dell’anno per la debolezze negli scambi commerciali’. I rischi al ribasso delle prospettive di crescita sono legati in particolare alla ‘minaccia crescente del protezionismo’. Per Bankitalia l’impatto dei dazi può essere ‘rilevante’ sull’economia italiana’.

Le tensioni commerciali pongono dei rischi per la crescita europea. Lo ha detto Poul Thomsen, responsabile del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale nel giorno dell’entrata in vigore dei Dazi Usa sulle importazioni europee. “Siamo preoccupati dai recenti sviluppi”, ha osservato Thomsen durante i lavori del vertice dell’organizzazione di Washington. “Siamo preoccupati dai recenti sviluppi”, ha aggiunto Thomsen , spiegando come la spirale dei dazi puo’ compromettere gli sforzi per contrastare il rallentamento dell’economia del vecchio Continente. Nel rapporto il Fondo Monetario ha abbassato le previsioni per l’Italia con crescita zero per quest’anno e 0,5 per cento l’anno prossimo. Nei paesi con alto debito, tra i quali occorre includere oltre all’Italkp anche Francia e Spagna, dice il rapporto, dovrebbero essere gradualmente ricostituiti i cuscinetti fiscali, proteggendo pero’ la dinamica degli investimenti, pubblici e privati. E un impegno credibile a piegare verso il basso la curva del rapporto debito-pil nel medio termine e’ particolarmente importante in Italia, paese nel quale il debito e le sue esigenze di finanziamento sono ampie, sottolineano gli economisti di Washington. Se la crescita dovesse improvvisamente indebolirsi, spetta alle nazioni che hanno margini fiscali ampi(come Germania e Olanda) farsi carico di contrastare le spinte deflazionistiche. Al tempo stesso, aggiunge il rapporto, il ritmo del consolidamento del bilancio pubblico potrebbe essere aggiustato temporaneamente nei paesi dove lo spazio fiscale e’ a rischio, sempre facendo in modo pero’ che le loro condizioni finanziarie restino gestibili e che la sostenibilita’ del debito non sia minacciata.

“L’economia dell’area dell’euro si è espansa a un ritmo più lento dall’inizio dello scorso anno, segnando una moderata crescita nel ritmo dell’espansione economica”. Lo ha detto nel suo intervento depositato ai lavori del Fondo monetario internazionale a Washington il presidente uscente della Bce Mario Draghi.”Questo rallentamento della crescita riflette principalmente la debolezza degli scambi internazionali in un contesto di prolungate incertezze globali, che stanno colpendo in particolare il settore manifatturiero dell’area dell’euro. Questi sviluppi si riflettono anche negli indicatori del sentimento economico che hanno continuato a peggiorare negli ultimi mesi”. 

Le attuali tensioni commerciali e geopolitiche stanno aumentando l’incertezza nell’economia globale: lo afferma il governatore di Bankitalia Ignazio Visco in un’intervista a Bloomberg rilasciata a margine dei lavori del Fmi. “La crescita degli scambi commerciali mostra un trend al ribasso e il tasso di questa crescita e’ il piu’ basso dai tempi della crisi finanziaria”, spiega Visco, sottolineando come le turbolenze sui Dazi stanno gia’ colpendo e creando incertezza soprattutto sul fronte degli investimenti. 


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