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Tesei, governatrice dell’Umbria. Trionfo di Salvini.

Stravince in Umbria la destra di Salvini e Meloni che rende governatrice la Donatella Tesei. Berluconi comprimario senza ruolo. I giallo-rossi in confusione.

Politica

Ci piaccia o meno, il risultato non cambia e non solo bisogna accettarlo e rispettarlo, ma anche e soprattutto analizzarlo attentamente, senza pregiudizi, e comprenderlo nel limite del possibile.

Va detto subito che il risultato da alla destra salviniana una vittoria indiscutibile e straripante; infatti, con i 255.158 voti alla Tesei la coalizione ha ottenuto il 57,55% di preferenze alle regionali. Ora il totale dei  voti ottenuti dai “moderati” Berlusconi e Toti assomma al 7,56. Dunque, senza quei voti la coalizione avrebbe totalizzato comunque il 49,99% praticamente, comunque, la maggioranza assoluta se si considera che diversi filo leghisti sembra non abbiano votato la coalizione di centrodestra proprio per la presenza di Berlusconi e dei forzisti. 

Certo la Lega fa il pieno col 36,95% e Fratelli d’Italia ottiene un ragguardevole 10,40%, divenendo in Ubria il 3 partito per numero di voti ottenuti alle regionali. Ma Lega e Fratelli d’Italia totalizzano il 47,35% e senza il 3,93% della Lista civica Tesei Presidente non raggiungono la maggioranza assoluta, che invece oggi comunque hanno. 

M’interessa assai poco, francamente, quanto questo influirà nella distribuzione degli incarichi e se i forzisti umbri rimarranno delusi o scontenti. Ma non posso fare a meno di notare e pensare che per Berlusconi ed i suoi fedelissimi si pone un dilemma pressochè irrisolvibile. Sanno di non essere graditi alla base dei due partiti alleati. Sanno, altrettanto bene, di avere un programma e principi diametralmente opposti, soprattutto per quanto concerne l’Europa, ma anche sul piano nazionale. L’abbraccio con la Lega di Salvini alla lunga sarà mortale, come la stretta del pitone. Francamente, non vedo soluzioni diverse, ma Berlusconi ci ha abituati alle sorprese. Certo gli anni passano per tutti e non è più il brillante imprendidore rampante degli anni ’90, ma magari con l’aiutino di uomini come l’avv. Sisto, segretario della federazione di Bari, una via d’uscita,che impedisca l’azzeramento di Forza Italia, si potrà trovare. 

Certo Calenda e Richetti, che vogliono dar vita ad una formazione liberale di centro, sembrerebbero i naturali interlocutori del Cavaliere (ma lo è ancora?), sempre che si voglia qualificare Berlusconi per quello che ha cercato di “spacciare” come sua immagine: il campione del liberalesimo e del liberalismo. Ma la realtà dice ben altro. A cominciare dalla organizzazione delle sue multiformi e variegate formazioni politiche, tracce di mentalità davvero liberale se ne intravedono poche. Più vicini all’ex Cavaliere sembrano Casini e taluni democristiani, ex dorotei, ovvero appartenenti alla destra dominante e maggioritaria della vecchia “balena bianca”. Chi vivrà vedrà. 

Ma, i maggiori mal di pancia si registrano nella coalizione avversa, quella cosiddetta giallo-rossa, formata da M5S, PD, Leu, Italia Vera, Sinistra e Libertà, Verdi ecologisti e Più europa. Qui il discorso si fa ancora più complesso. Oggi regna sovrana la confusione e le dichiarazioni scomposte dei più lo dimostrano inequivocabilmente. Twitter stamane è davvero allucinante in proposito. Lo affronterò, senza sconti, perchè nel passato, nel Movimento per l’Ulivo ho avuto una storia di primo piano, che mi impone per coerenza ed onestà intellettuale di essere estremamente rigoroso. Ma, permettetemi, cari lettori, unici padroni che riconosco dover esistere per un giornalista onesto e magari modesto, di rimandare a domani, dopo aver approfondito, ascoltato, riflettuto. Ci sentiamo!

Gianvito Pugliese – capo redattore centrale – gianvitopugliese@gmail.com; pugliese@barisera.it

 

 

 

 

 


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