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Nessuna scelta

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Il Conte “bis” arranca. Col “consenso” di un Potere Legislativo variegato. La notizia parrebbe di più ampio respiro, ma chi s’intende di lessico politico, non ci casca. Il Capo del Governo dovrà fare i conti con una schiera di partiti che remano contro questa maggioranza parlamentare. Ora, ma non comprendiamo come, l’Esecutivo spera in un rafforzamento di quelle posizioni proprie del nuovo alleato di Governo. Cioè il PD. Già in procinto di una spaccatura indicativa.

Infatti, la governabilità appare ancor più complessa e, indubbiamente, macchinosa. Tutto dipenderà, ancora una volta, dal comportamento dei Partiti che s’identificano al “centro” della politica italiana. Oggi, però, è meglio non far conto su nessuno.

Una maggioranza “atipica” ha lasciato posto all’attuale. Ma chi contava ieri vuole contare anche oggi. E’ umano, lo comprendiamo, però non lo motiviamo. “Maggioranza” e “Opposizione” hanno, nel Nuovo Millennio, una concretezza differente da quella degli ultimi decenni del 1900. Dal 2008 a oggi, n’è passata d’acqua sotto i ponti, e la sinistra non è più quella di un tempo. Nel contesto, si muovono, anche se in modo disarticolato, le formazioni di Centro. Guidate da uomini che hanno un passato politico incerto o neppure quello. Come si può far conto su un Esecutivo, dove la reazione della parte centrista potrebbe deviare l’ago della governabilità?

 Il nostro futuro prossimo sarà ancora rappresentato da un equilibrio “instabile”. Con conseguenze preoccupanti per un’economia che ha bisogno di stabilità per potersi riprendere quel tanto per non essere inglobata dai dictat di un’UE che è madre e matrigna per tutti i suoi Figli. I tempi per le congetture sono maturati, ma il nostro Primo Ministro non può “garantire” anche le tattiche degli altri uomini della sua squadra e della maggioranza Parlamentare che, sino ad ora, lo puntella.

Giorgio Brignola


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