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Settimana lavorativa di 4 giorni.Sperimentata da Microsoft: funziona.

Sperimentata nella sede di Tokyo su 2.300 dipendenti ha dimostrato la sua positività aumentando la produttività e riducendo i consumi.

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Il colosso informatico multinazionale ha condotto la sperimentazione nella sede di Tokio, coinvolgendo un numero significativi di soggetti: i suoi oltre 2300 dipendenti locali. Si è esteso il fine settimana festivo aggiungendo il venerdì, al già consolidato sabato e domenica.

La produttività del mese di agosto, in cui si è svolta la sperimentazione ( misurata dalle vendite) è aumentata del 39,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un aumento che è andato oltre le più rosee previsioni frutto di uno snellimento generale dei tempi lavorativi. Limitate le riunioni aziendali, con tempi massimi non superiori ai 50 minuti 30 minuti.

Ma ai maggiori incassi si è aggiunta una sensibile riduzione di costi, dai consumi di energia elettrica diminuita del 23,1%, mentre più che dimezzati i costi di carta, stampe e cancellerie varie.

Il 92,1 dei dipendenti, quindi 2118, su 2300, ha dichiarato apprezzamento per la settimana corta, che la Microsoft ha già annunciato di voler mettere alla prova con sperimentazioni anche in periodi dell’anno diversi da agosto.

Sperimentazioni di settimane corte si erano già svolte, ma sempre ridistribuendo le ore perse sulle 4 giornate lavorative residue. Mai, come in  questo caso, lasciando invariato il pregresso orario di lavoro, ovvero operando un secco taglio delle ore.

Credo che i sociologi, dinanzi a questa novità assoluta debbano interrogarsi anzitutto sulla praticabilità della sperimentazione anche ad altre realtà lavorative: mi chiedo in particolare quanto possano rispondere positivamente quei lavori prevalentemente manuali il cui prodotto fino ad oggi abbiamo considerato legato strettamente alle ore lavorative impiegate. Per un Paese, prevalentemente manifatturierocome l’Italia, affetta oggi da crescita zero, mi sembra abbastanza importante,

Gianvito Pugliese

– capo redattore centrale – email: gianvitopugliese@gmail.com


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