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Il razzismo anomalo, la mia malattia

Interviste & Opinioni

La mia brutta malattia, il razzismo, ha una particolarità: manifesta sintomi al contrario. E’ come se a tutti l’influenza desse la febbre e me facesse abbassare la temperatura del corpo. Una brutta malattia, la mia. Se nella metropolitana ci sono due posti liberi tra due signori, uno bianco e uno nero, non mi vado sempre a sedere vicino a quello nero? Brutta malattia. Se poi i due posti liberi sono tra due signore belle, una nera e una bianca, sicuro come una messa che mi vado a sedere vicino alla signora di pelle nera. E’ la malattia. Un’anomalia. A proposito, secondo me la pelle nera è più bella della pelle bianca.

E’ evidente che Il razzismo al contrario non ti fa ragionare. Ti fa preferire uno straniero ad un italiano. Il diverso m’attrae. Però, confesso, c’è un diverso che non sopporto: il razzista normale. E’ l’aspetto più grave della mia malattia, razzismo alla stato puro. Mi fa odiare, disprezzare, non tollerare, i razzisti normali, ma sì, quei poveri disgraziati che sono ossessionati dalla presenza nel mondo di persone diverse da loro. Mi appaiono come esseri inferiori.

Non riescono a vivere serenamente, se non si trovano nel mucchio degli uguali. I diversi li disorientano, li scombussolano. Non vivono tranquilli, poverini, ed alle volte arrivano persino ad aggredire una persona innocente, solo perché si distingue dalla massa degli uguali. Magari si chiedono: come mai non ci pensa lo Stato a punire i diversi che ci offendono con la loro maledetta presenza?

E sentendosi offesi, si fanno giustizia da soli: inveiscono contro il diverso, minacciano il diverso, lo aggredirebbero se potessero. Mammamia come odio il razzista normale. Sono vergognosamente razzista. Razzista al contrario.


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