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Vivere da Invisibili- Recensione de “L’invisibile” di Giovanni Floris

Oltre Tevere

Cosa hanno in comune Antonio Vestro e Fausto Maria Borghese? All’apparenza sembrano completamente diversi sia per ceto sociale di appartenenza, sia per stile di vita condotto. Entrambi cinquantenni, il primo è un blogger. Creatore del sito di informazioni www.notizievere.com che sogna di diventare un grande cronista e sempre pronto ad indagare sulle verità altrui. Il secondo è un imprenditore di prestigio che si accinge ad entrare nel mondo della politica candidandosi come sindaco della capitale alle prossime elezioni amministrative ed è un uomo misterioso che nasconde tanti misfatti,

Le vite dei due cinquantenni si incrociano casualmente a causa dell’improvvisa scomparsa di Oreste, il loro comune barbiere presso il cui negozio in una mattina di Maggio i due si incontrano. Inaspettatamente Antonio Vestro incuriosito del fatto che un uomo di successo come Fausto Maria scelga un umile barbiere, in un quartiere di periferia di Roma, si ritrova ad assistere ad una lite furibonda tra i due. Dopo quell’episodio, di Oreste non si ha più traccia.

Ed è così che entra in azione Antonio Vestro, in veste di giornalista con le sue indagini alla ricerca della verità. Sulla vera identità dell’imprenditore aleggia un’aurea di mistero. Impegnato ad indagare sui misfatti e sulle se zone d’ombra del misterioso imprenditore, Antonio si ritroverà inaspettatamente a fare i conti con il suo passato e i suoi fantasmi che continuano ancora a condizionare la sua vita di “invisibile” in una società come quella odierna in cui il concetto di identità di una persona è sempre più distorto. In un finale ricco di colpi di scena si scopriranno verità nascoste su entrambi i personaggi che faranno riflettere sulla verità che nulla è come sembra.

È questa la trama de “L’invisibile”, il romanzo del giornalista Giovanni Floris, edito da Rizzoli. È questo un libro che ammalierà il lettore sino all’ultima pagina perché capitolo dopo capitolo emergono eventi, dettagli, novità che conducono a rivelazioni sorprendenti.

“L’invisibile” conduce il lettore a riflettere sul concetto di identità. Su come ognuno di noi custodisce segreti e un passato che inevitabilmente influenza il proprio presente. Più si fugge da esso. come nel caso del protagonista Antonio Vestro, e più si conduce una vita non autentica perché in fin dei conti noi siamo quello che siamo nel presente grazie ad esso. Negarlo o nasconderlo ci fa correre il rischio di vivere in maniera fittizia, non autentica.

“L’invisibile” inoltre si focalizza sulla tematica dell’identità veicolata dal mondo virtuale odierno in cui ci costruiamo maschere, personaggi che non combaciano con la realtà che viviamo. Ognuno di noi nasconde dei segreti e dettegli scomodi della propria esistenza. Spetta a noi decidere quanto esporci o meno o decidere di rimanere invisibili per sfuggire a ciò che riteniamo scomodo, a ciò che non accettiamo di noi stessi o del mondo circostante e che rinneghiamo. Con questo romanzo Giovanni Floris narra una storia avvincente che trae origine da fatti veramente accaduti sugli apolidi divisi tra Italia e Svizzera, raccontati in una inchiesta che fu presentata su Corriere Tv. Un libro che si legge tutto in un fiato e che appaga la curiosità e la brama di verità del lettore.

Mariangela Cutrone


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