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Amministrazione trasparente e principio di riservatezza: una proposta di modifica normativa

Politica

ROMA – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta dello scorso 18 dicembre, prendendo atto delle criticità applicative dell’art. 14, comma 1-bis, del D.Lgs. 33/2013, ha approvato un documento contenente una proposta di modifica normativa che è stato poi inviato al Ministro della Pubbliva Amminustzaione Fabiana Dadone.
L’articolo 14, al comma 1-bis del D. Lgs. 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016, ha equiparato gli obblighi di trasparenza gravanti sui dirigenti a quelli imposti ai titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo di livello statale, regionale e locale. Tuttavia, la Corte Costituzionale, con Sentenza n. 20 del 23 gennaio 2019, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del citato comma, nella parte in cui prevede che le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di cui all’art. 14, comma 1, lettera f), ritenendo parzialmente fondata la violazione del principio di ragionevolezza e anche quello di eguaglianza laddove la normativa estende detto obbligo a tutti i dirigenti.
La proposta della Conferenza delle Regioni costituisce un primo contributo per individuare soluzioni concrete che, nella direzione indicata dalla Corte Costituzionale, possano contemperare il principio di trasparenza con il principio di riservatezza.
Si riporta di seguito il link al documento della Confeenza delle regioni e delle Province autonome del 18 dicembre:Proposte di emendamenti ed integrazione dell’art. 14 del D.Lgs. 33/2013


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