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Xi sapeva dell’epidemia già dal 7 gennaio 

Estero

Il presidente cinese aveva dato le prime disposizioni sul contenimento del contagio pochi giorni dopo la diffusione del coronavirus a Wuhan. Al via l’evacuazione degli americani sulla Diamond Princess; il governo lavora al rimpatrio degli italiani. Prima vittima a Taiwan. Il bilancio supera i 1.600 morti. Le autorità dello Hubei chiedono ai 60 milioni di cittadini di restare a casa

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Xi Jinping

Il presidente cinese Xi Jinping aveva dato le prime disposizioni sul contenimento dell’epidemia di coronavirus già il 7 gennaio scorso, pochi giorni dopo la diffusione del virus a Wuhan. È quanto emerge da un discorso pubblicato integralmente nell’ultimo numero di Qiushi, rivista ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, relativo a un incontro avvenuto proprio il 7 gennaio con i membri del Comitato Permanente del Politburo, il vertice decisionale del Pcc di cui lo stesso Xi fa parte.

In quell’occasione, il presidente aveva emesso l’ordine di “lavorare per contenere l’epidemia”. Il 20 gennaio, invece, Xi aveva dato “istruzioni speciali sul lavoro per prevenire e controllare l’epidemia” e aveva aggiunto che “dobbiamo prestare molta attenzione” alla situazione.

Il 7 gennaio anticipa di due settimane circa la prima impennata dei casi accertati, che ha destato l’allerta a livello internazionale, ed è anche antecedente alla data in cui uno scienziato cinese, lo pneumologo Zhong Nanshan, aveva dichiarato di ritenere possibile la trasmissione del virus da uomo a uomo. Non è chiaro se i vertici del Pcc fossero al corrente di questa possibilità, scrive il South China Morning Post, anche se alcuni scienziati cinesi avevano fatto risalire i primi casi di contagio già a dicembre scorso, quando si manifestò per la prima volta il virus collegato un mercato ittico di Wuhan.

L’epidemia di Covid-19 fa registrare la prima vittima a Taiwan: un uomo di 61 anni che soffriva anche di diabete ed epatite B. I morti in totale sono 1.670. I contagiati 69.270, i ricoverati 9.871. L’Italia si prepara a riportare in patria i connazionali imbarcati sulla nave da crociera Diamond Princess, ferma in porto a Yokohama. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Di Maio: per gli italiani sulla Diamond settimana decisiva

“Credo che questa settimana sarà decisiva. Come sapete in queste ore gli Usa stanno evacuando i cittadini statunitensi dalla nave da crociera in Giappone. I prossimi saremo noi”, ha assicurato il ministro degli Esteri. “Domani mattina probabilmente il capo della Protezione civile riunirà il tavolo per decidere come fare rientrare i circa 35 cittadini italiani che sono a bordo della nave”, ha aggiunto spiegando che il problema è che questa imbarcazione “è in quarantena e la quarantena si allunga ogni volta che ci sono nuovi casi. Quindi non si riesce nemmeno a completare il processo di quarantena”. “Abbiamo sentito tutti” gli italiani coinvolti e “anche il comandante è italiano, di Piano di Sorrento”. I nostri connazionali rimasti bloccati sulla Diamond Princess “sono la nostra priorità e li riporteremo a casa come abbiamo fatto con Niccolo'”, ha concluso.

Niccolò negativo anche al secondo test

Anche il secondo test effettuato presso l’INMI Spallanzani su Niccolo, il ragazzo italiano rimpatriato dalla Cina, è risultato negativo. “Niccolò ha passato la sua prima notte qui benissimo, è di ottimo umore”, hanno dichiarato i vertici sanitari dello Spallanzani.

Sta bene il ricercatore italiano

Le condizioni del ricercatore italiano ricoverato allo Spallanzani per infezione da nuovo coronavirus “sono ottime”. Il ragazzo continua ad essere “ricoverato in osservazione”.

Spallanzani, 68 test e 59 dimessi

A oggi sono stati valutati presso l’Istituto Spallanzani di Roma 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi 59, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Dieci pazienti invece sono tuttora ricoverati: 3 casi confermati positivi al test (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva e il giovane proveniente dal sito della Cecchignola); 6 pazienti sottoposti a test e in attesa di risultato. Un solo degente rimane ricoverato per altri motivi clinici.

Il bilancio supera i 1.600 morti

Si registrano in Cina 1.665 morti per il Covid-19, a questi ne vanno aggiunti 4 nel resto del mondo che portano il totale a 1.669. Sono oltre 69.000, invece, le persone contagiate dal coronavirus.

Le autorità a 60 milioni di persone nello Hubei: “State a casa”

Inasprite le restrizioni nella provincia interna da dove si è diffusa l’epidemia. Le autorità hanno chiesto a sessanta milioni di persone di uscire di casa esclusivamente per le emergenze; inoltre è stato vietato l’uso di auto private a tempo indeterminato. Una persona per ogni famiglia potrà uscire ogni tre giorni per fare la spesa, negli edifici sarà aperto un ingresso controllato per garantire l’entrata e l’uscita dei soli residenti. Tutti gli esercizi commerciali restano chiusi, ad eccezione di farmacie, hotel, alimentari e servizi medici.

Fmi: impatto tra 0,1% e 0,2% sulla crescita globale nel 2020

Molto dipende dalle capacità della Cina di contenerne la diffusione, ha precisato la direttrice generale, Kristalina Georgieva, dal Global Women’s Forum di Dubai. “Per il momento la nostra previsione è del 3,3% e potrebbe esserci un calo tra lo 0,1 e lo 0,2%. È una situazione particolare e incoraggio tutti a non trarre conclusioni affrettate”, ha proseguito. “Ci sono molte incertezze e stiamo parlando di scenari e non di proiezioni”, ha insistito affermando che è ancora “troppo presto” per stimare con precisione l’impatto dell’epidemia. Ma Georgieva ha comunque ammesso il forte impatto sui settori del turismo e dei trasporti.

Iniziata l’evacuazione degli americani sulla Diamond Princess

È iniziata l’evacuazione dei passeggeri americani dalla nave Diamond Princess, in quarantena a Yokohama, in Giappone. Una passeggera Sarah Arana, ha confermato di essere salita su un autobus e ha aggiunto di aspettarsi di imbarcarsi su uno dei due voli charter in partenza per gli Stati Uniti. Alcuni saranno messi in quarantena per 14 giorni in una base militare in California e altri in Texas.

Nuovi contagi sulla nave in quarantena, niente crociere fino al 20 aprile

Ci sono altri 70 contagiati sulla Diamond Princess, per un totale di 355 persone che hanno il Covid-19. Sulla nave sono imbarcate oltre 3.700 persone e i controlli sono stati fatti finora su 1.219. Fra i contagiati, anche tre cittadini israeliani e 46 cittadini americani che quindi non potranno lasciare il Giappone. La compagnia ha annunciato su Twitter che la Diamond Princess tornerà a fare crociere dopo il 20 aprile. Dopo la fine della quarantena, saranno necessari interventi approfonditi di pulizia e disinfestazione.

Milioni di telefonate della polizia a Pechino

La polizia della capitale cinese è attesa oggi a un massacrante tour de force per chiamare tutti coloro che non sono registrati a Pechino ma vi risiedono temporaneamente. Le verifiche servono a stabilire se le persone abbiano viaggiato in zone a rischio o se siano entrate in contatto con contagiati. in tutto, le telefonate da fare saranno circa 7,6 milioni.

Francia, fine quarantena per 120 persone

Libere di tornare a casa altre 120 persone, tenute in quarantena per 14 giorni nel sud della Francia, vicino a Marsiglia.

Di Maio: vicini al governo cinese

“Siamo vicini al governo cinese per lo sforzo che sta portando avanti per debellare questa epidemia, una epidemia che vede la maggior parte dei casi ancora in Cina e speriamo che rimanga così”, ha affermato il ministro degli Esteri.


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