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Scienziati inglesi: Covid 19 venuto dal cielo

di Enzo Varricchio. Il professor Chandra Wickramasinghe, eminente astrobiologo inglese, ritiene che il corona virus abbia origine dallo spazio e sia giunto sulla terra “a bordo” di un meteorite. Una teoria contraddetta dalla comunità scientifica.

Cronaca

 

di Enzo Varricchio

La stampa britannica accredita ipotesi fantascientifiche sulle origini del Corona virus che sta flagellando il pianeta e cambiando le nostre vite.

Tutto sta avvenendo come nei classici film sulle epidemie da “Il pianeta delle 12 scimmie” del 1995 in poi ma, in questo caso, si aggiunge un ingrediente extraterrestre a intorbidire ulteriormente le acque.

Nei giorni scorsi il Daily Express ha pubblicato un’intervista, poi rimbalzata su altre testate, a uno scienziato del Buckingham Center for Astrobiology, il professor Chandra Wickramasinghe, eminente matematico, astronomo e astrobiologo, il quale ritiene che il corona virus abbia origine dallo spazio e sia giunto sulla terra “a bordo” di un meteorite.

“È molto probabile che lo scoppio improvviso di un nuovo coronavirus abbia una connessione spaziale, la forte localizzazione del virus all’interno della Cina è l’aspetto più notevole della malattia.

Nell’ottobre dello scorso anno un frammento di una cometa è esploso in un breve lampo nella Cina nord-orientale. Riteniamo probabile che ciò contenesse al suo interno una monocoltura di particelle virali infettive 2019-nCoV sopravvissute all’interno della meteora incandescente.

Consideriamo la possibilità apparentemente incredibile che centinaia di miliardi di particelle virali infettive siano state quindi rilasciate incorporate sotto forma di polvere fine di carbonio. Crediamo che gli agenti infettivi siano prevalenti nello spazio, portati su comete e possano cadere verso la Terra attraverso la troposfera. Questi, pensiamo, possono e sono già passati in passato a provocare epidemie di malattie umane”.

Il professor Chandra Wickramasinghe

Non è la prima volta che Wickramasinghe  espone simili teorie. Nato in Sri Lanka, i suoi interessi di ricerca includono il mezzo interstellare, l’astronomia a infrarossi, la teoria della dispersione della luce, le applicazioni della fisica dello stato solido all’astronomia, il sistema solare primordiale, le comete, l’astrochimica, l’origine della vita e l’astrobiologia. Studente e collaboratore di Fred Hoyle, con lui ha lavorato per oltre 40 anni quale sostenitore della teoria della panspermia, secondo cui i germi della vita sono sparsi per tutto il mondo e si sviluppano dove trovano le condizioni opportune. La p. fu sostenuta, per spiegare l’origine della vita e la generazione spontanea, nel 19° sec. da H. Helmholtz, W. Thompson, e successivamente da Harrenius, i quali ritenevano che i germi passassero liberamente da un corpo celeste a un altro attraverso gli spazi o per mezzo delle meteore. Nel 1974 hanno proposto l’ipotesi che parte della polvere nello spazio interstellare fosse in gran parte organica, in seguito dimostrata corretta.

Secondo Hoyle e Wickramasinghe, vari focolai di malattie sulla Terra hanno origini extraterrestri, tra cui la pandemia di influenza del 1918 e alcuni focolai di poliomielite e malattia della mucca pazza. Per la pandemia di influenza del 1918 hanno ipotizzato che la polvere di comete portasse il virus sulla Terra simultaneamente in più posizioni.

Va detto che tali affermazioni che collegano i virus terrestri e i patogeni extraterrestri sono state respinte dalla comunità scientifica.

Ma il dubbio resta, oggi più che mai.

Vedi Mini biografia di Chandra Wickramasinghe: Asitha Dilruwan

https://www.express.co.uk/news/world/1232974/coronavirus-china-virus-pandemic-WHO


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