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Call center e coronavirus un mondo a rischio e dimenticato

Lavoro

In riferimento all’emergenza Covid 19, alla luce delle ultime disposizioni del Presidente Conte, non possiamo non denunciare come il settore delle Telecomunicazioni e dei Call Center in particolare non goda, al momento, di nessuna forma di tutela.

Al contrario raccogliamo ogni giorno le denunce di migliaia di lavoratori che sono “costretti” a recarsi puntualmente al lavoro, assemblati in open space senza alcuna forma di tutela seppur minima. A cosa serve aver chiuso le scuole se ogni mattina migliaia di mamme e papà devono lasciare i figli a casa per recarsi in posti super affollati, condividendo spazi e paure, per poi tornare a casa e correre il rischio di infettare i propri figli.

Come organizzazione sindacale riteniamo totalmente inefficaci i provvedimenti adottati e denunciamo la totale assenza di verifiche da parte degli organi preposti al fine di valutare il livello di rischio che i nostri operatori stanno correndo per adempiere al dovere a cui sono contrattualmente chiamati.

Chiediamo quindi che Asl, Medici Competenti, Prefetto si adoperino nell’immediatezza dando seguito ad una celere ed efficacia verifica delle condizioni di lavoro.

Chiediamo alle aziende committenti di intraprendere le azioni più consone alla tutela della salute degli operatori mettendo di fatto le Aziende Appaltanti nelle condizioni di non dover accendere focolai di crisi.

Chiediamo al Governo e alle Istituzioni Locali di procedere con la massima allerta e sollecitudine al fine di intraprendere le azioni utili alla tutela della salute dei lavoratori e, al contempo, di destinare risorse economiche che possano scongiurare irrimediabili crisi in un settore già in crisi per connotazione organizzativa e tenuta economica.

Chiediamo alle aziende titolari della gestione dei servizi di voler dotare ogni lavoratore dei DPI, e in particolare delle mascherine FP3 di cui al momento sprovvisti oltre che procedere alla rielaborazione di un’organizzazione del lavoro che favorisca un minore afflusso simultaneo delle risorse e il conseguenziale sfoltimento degli assemblamenti vietati tra l’altro per legge.

Per LA SEGRETERIA NAZIONALE

Francesco Rocco Antonaci e Flavio Ferrante


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