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Accordo per la sicurezza sul lavoro. ‘l’Italia non si ferma’

Cronaca

Siglato fra governo e sindacati il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Tredici i punti, con le misure di precauzione da adottare per evitare i contagi. “L’Italia non si ferma”, commenta il premier Conte. Il Cdm vara il decreto con le misure economiche per far fronte all’emergenza, con nuovi fondi a favore di famiglie e imprese. Fra le novita’, lo slittamento dei termini per i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Previsto l’aumento dei braccialetti elettronici ai carcerati per “alleggerire” le carceri.

Sono all’insegna della soddisfazione i commenti al protocollo, siglato in videoconferenza a palazzo Chigi da governo e parti sociali, per la “regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Una trattativa durata ben 18 ore il cui esito viene salutato con favore dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, secondo cui l’accordo raggiunto e’ “per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”. Per il ministro del lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, “le aziende, anche facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, potranno garantire ai lavoratori piu’ sicurezza”, mentre il responsabile per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, si rivolge alle associazioni di categoria ed ai sindacati che hanno sottoscritto l’intesa, dicendo loro di aver “dato prova di essere all’altezza delle sfide che ci aspettano. Uniti per non fermare l’Italia”. Dal canto suo, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca’ osserva come sia stato raggiunto l’obiettivo piu’ importante – quello di preservare appunto la salute dei lavoratori – ed aggiunge: “Adesso teniamo duro e superiamo questo momento”.

Cgil, Cisl e Uil sottolineano in una nota congiunta di un “risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilita’ nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora e’ per noi un’assoluta priorita’ che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva”. Anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, definisce l’intesa “importante, anche se non abbiamo risolto tutti i problemi. E’ necessario che l’accordo si estenda dappertutto: la salute e la sicurezza vengono prima del profitto e della rendita”. Per il leader della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, “il protocollo e’ un fatto positivo perche’ rimette al primo posto la salute delle lavoratrici e dei lavoratori prevedendo, per le imprese, l’adozione di misure severe e impegnative al fine di garantirne la sicurezza e limitare il contagio. E’ di grande importanza riportare al centro dell’attenzione le fabbriche”.

Le forze politiche di maggioranza plaudono all’intesa. E se i deputati del Movimento cinque stelle componenti della commissione lavoro alla Camera parlano di un “intenso lavoro” svolto dal governo, il Partito democratico con Marco Miccoli osserva come l’accordo recepisca “le preoccupazioni dei lavoratori che, insieme alle imprese, sono il motore della nostra economia e che non possiamo consentire che si inceppi o si spenga. Lo avevamo auspicato: non si lavora se non c’e’ sicurezza”. Per i parlamentari di Forza Italia Giorgio Mule’ e Renato Brunetta, FI “ha sostenuto fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus la messa in sicurezza dei lavoratori in ‘prima linea’ e di tutti quelli impegnati per garantire i servizi essenziali. Vinta la ‘battaglia delle mascherine’, salutiamo – concludono i due parlamentari – con favore l’accordo per contrastare la diffusione del virus nei luoghi di lavoro”. L’esecutivo sta, infine, lavorando ad un corposo pacchetto di misure per fronteggiare le conseguenze del Covid-19.


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