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Emergenza coronavirus e sostegno al lavoro autonomo giornalistico

Lavoro

Recepite le misure richieste dall’Odg Lombardia.
Il presidente Galimberti: “Comprese la gravità del momento e le difficoltà di migliaia di colleghi, è passato il principio che i freelance devono essere aiutati”

Reddito di ultima istanza. L’articolo 44 (vedi testo sotto) del decreto legge “Covid 3” pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di oggi ha recepito la richiesta dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, formalizzata lo scorso 12 marzo dal presidente Alessandro Galimberti al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario Andrea Martella, ai quali va il ringraziamento per aver mosso un primo, importante ma non esaustivo passo verso le fasce più deboli di una professione complessivamente in grande difficoltà.

Come funziona il sostegno al reddito.

Chi ne ha diritto?
I professionisti (e i pubblicisti) iscritti all’Inpgi2

Cosa bisogna dimostrare?
Di aver ridotto, sospeso o cessato l’attività o i rapporti di lavoro (commesse/committenti) per effetto delle misure di contenimento dell’epidemia adottate dal governo (calo del fatturato/compensi, interruzione o mancato rinnovo di collaborazioni etc)

Per quanto tempo vale?
Per ora è una misura straordinaria legata agli effetti del primo decreto Coronavirus (che allo stato è efficace fino al 3 aprile prossimo). Ma se verranno reiterate le misure di restrizione, è ragionevole attendersi che verrà replicato questo sostegno al reddito giornalistico

Quanto è la dotazione economica?
Il “Fondo per il reddito di ultima istanza” ha una copertura di 300 milioni per il 2020, ma riguarda tutte le casse previdenziali privatizzate (professionali)

A quanto ammonta il sostegno per ogni richiedente? Probabilmente verrà equiparato al Fondo per gli autonomi (600 euro una tantum) ma sarà un decreto del Ministro del Lavoro e del Mef a definire i criteri e le modalità per l’erogazione, a cominciare dall’ente a cui rivolgersi per presentare la richiesta

Decreto-17.03.20-art-44


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