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Covid: gli italiani in Uk scrivono a Johnson

Estero

 COVID: GLI ITALIANI IN UK SCRIVONO A JOHNSON

Primo firmatario della lettera è stato il consigliere CGIE Manfredi Nulli, cui hanno fatto seguito numerosi connazionali residenti nel Paese, per lo più a Londra, ma anche a Edimburgo, Brighton, Glasgow e altre località del Regno Unito.
“Gentile Primo Ministro”, si apre così la lettera, “l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Covid-19 una pandemia. I confini nazionali non hanno alcun effetto intrinseco sui suoi progressi. È chiaro che il numero di persone infette da Covid-19 nel Regno Unito sta crescendo rapidamente. È anche chiaro che test più estesi di quelli attualmente in corso mostrerebbero che il numero di infezioni da Covid-19 è significativamente superiore alla stima ufficiale”.
“Come membri della comunità italiana nel Regno Unito”, scrivono i firmatari, “vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per il fatto che le attuali misure adottate nel Regno Unito per contenere Covid-19 sembrano essere meno che adeguate a queste difficili circostanze. Tutte le organizzazioni di sanitarie raccomandano l’isolamento sociale come unico modo per contenere la diffusione di Covid-19 fino a quando non sarà dimostrato e disponibile un vaccino efficace. Inoltre, un livello adeguato di isolamento sociale allenterà, con ogni probabilità, la diffusione di Covid-19 nella misura e ciò sará utile al sanitario nazionale”.
“Molti Paesi europei”, si sottolinea nella lettera, “hanno annunciato misure più forti per contenere la diffusione di Covid-19. L’Irlanda ha deciso di chiudere le scuole e la Francia è pronta a fare lo stesso nell’immediato futuro (da oggi la misura è attiva nel Paese, ndr)”. Al contrario, “nel Regno Unito sembra essere business as usual. La limitazione della libera circolazione delle persone attraverso misure imposte dallo Stato come quelle disposte dal governo italiano sarà sempre controversa. Tuttavia è significativo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia elogiato le azioni dell’Italia in questo senso come la cosa giusta da fare. Misure simili sono state istituite anche in altri Paesi”.
“Tali misure drastiche avranno, evidentemente e infelicemente, ripercussioni importanti e negative su ciascun Paese e sull’economia globale”, osservano i firmatari della lettera. “Tuttavia”, concludono, “è molto probabile che salveranno molte vite umane, il che sembra il problema più importante da considerare nell’attuale crisi sanitaria. Speriamo che questa comunicazione sia utile”.  


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