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Covid 19 – Le scelte responsabili  

Cronaca

di Gina Piergianni

Stiamo vivendo una tragedia che ha colpito le popolazioni dell’intero Pianeta, ci troviamo a vivere dentro una storia, in spazi e tempi che nessuno di noi ha scelto. Non più liberi di spostarci per conquistare condizioni di vita migliori o semplicemente per conoscere altri luoghi e senza cercare il paradiso in terra esiste una possibilità in cui si configura il sogno della felicità: la consapevolezza della dignità di ogni essere umano.

In questa tragedia si vede come diventa difficile garantire i bisogni elementari, perché quello che dovrebbe essere l’obbiettivo primario si perde nella massa degli interessi egoistici che si moltiplicano e si sovrappongono oscurando l’unico necessario; per evitare lo scontro che deriva da questa nuova realtà  si è reso necessario la stipulazione di un “patto” che attraverso l’istituzione di regole limitasse in parte le libertà individuali in nome del bene comune.

La soddisfazione dei bisogni primari nella sua dimensione fisica, sociale, intellettuale e spirituale è un diritto inalienabile della persona umana sancito dalla Costituzione: sono diritti che garantiscono l’esistenza del corpo attraverso il cibo, la casa, la cura, lo studio, il lavoro, l’amore, le attività ludiche, la libera espressione delle idee e della religione etc. , tutte quelle condizioni che mirano alla formazione dell’essere umano.

La difesa di tali diritti deve avvenire nel quotidiano e attraverso scelte che abbiano come obiettivo non la convenienza e l’arricchimento di pochi, ma il diritto e il bene comune. Come si arriva ad una catastrofe? Forse l’analisi delle piccole sequenze che motivano decisioni e scelte renderebbe evidente che non sempre il bene dell’uomo è stato prevalente.

Si sta facendo strada la consapevolezza che ciò di cui ci si appropria in modo indebito ed illecito è tolto a un proprio simile e può avere conseguenze tragiche  specialmente se incide  in modo irrevocabile nella vita degli individui, la negazione di una vita dignitosa anche sul piano economico è una perdita irreparabile.

E’ il caso di norme, scelte politiche, economiche e sociali sbagliate che privano l’individuo della possibilità di vivere dignitosamente. In concreto una perdita irrevocabile significa non avere una casa,  un lavoro, non potersi curare in modo adeguato, nel dover pensare a cosa mettere nel piatto, mentre altri per rimanere sulla redditizia scena pubblica non esitano a calpestare, attraverso una gestione errata della cosa pubblica,  i più elementari diritti come il diritto al lavoro ed alla salute.

Quindi il primo criterio delle scelte politiche e personali, ma soprattutto politiche, poiché tali scelte condizionano anche la bontà di scelte personali, deve basarsi sulla coscienza che tutti noi  non abbiamo che un’unica esistenza e ciò che viene sottratto all’uno è tolto irrimediabilmente per sempre.

Sono riflessioni su cui possiamo instaurare un dibattito che possa accrescere la consapevolezza di ognuno e con la consapevolezza la responsabilità.

redazione@corrierenazionale.net


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