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Il perdono

Interviste & Opinioni

Il perdono è uno degli atti d’amore più difficili da compiere, perché il nostro cuore è per sua natura resistente alla disponibilità ad andare incontro a chi ci ha teso del male. Il perdono non scaturisce naturalmente, muove sempre da una scelta volontaria, dal saper andare oltre l’offesa, per ricostruire un rapporto, che sia nuovo. Non è né facile e né immediato. Nasce da emozioni contrastanti ed ha bisogno di tempi lunghi e sofferti prima di affermarsi.

E’ un vero e proprio processo durante il quale è necessario trasformare i sentimenti della rabbia e della paura in emozioni positive come la comprensione. Perdonare permette di superare l’astio, il desiderio di vendetta e crea fiducia e disponibilità nei confronti dell’altro. Credo che la misericordia sia un valore fondamentale, un mirifico atto di coraggio. Non è orma di debolezza, ma il graffio duro di chi è davvero forte. Non vuol dire dimenticare il torto subito e tanto meno cancellarlo, ma usarlo, piegarlo a sé, per rivedere e correggere errori ed incomprensioni. Il perdono è l’arma che affonda e vince, per poter vivere in pace con se stessi in eterno.

È messe di riflessione personale e interiore per guardarsi dentro e smussare al grandangolo alcuni lati del proprio carattere, proprio quelli che non ci piacciono o che sembrano oscurare la nostra personalità. Non sempre e non tutti si è capaci di perdonare, perché non ci si sente liberi. Ci opprime un peso, siamo arrabbiati, in collera con la persona che ci ha offeso, appesi tra solitudine e sconforto. Nel rapporto tra due persone, quando si perdona o si chiede perdono, bisogna avere il coraggio di ammettere i propri sbagli, un atto che richiede molta umiltà, a capo chino innanzi al giudizio in segno di pentimento e a volte vergogna. Una mano tesa in segno di saluto, l’approccio di un abbraccio che apre il cuore, un sorriso accennato che grida in petto “ho sbagliato”, lo sguardo fermo che gli risponde “io ti perdono” sono gesti che spalancano alla vita, anche se l’hanno umiliata e brutalizzata. È la chiave della felicità. Si conquista pace e bellezza e tanta forza. Va preso il proprio cuore per mano in silenzio e condotto in un tunnel di pausa e solitudine. Ci vuole attesa mista a indomita speranza. Dall’animo di chi attende penitente il perdono erompe la preghiera più profonda, più testarda e dolce; qualsiasi sia il Dio in cui si creda, chi prega con il cuore ammantanto di vera venia sente l’eco assordante di una voce che non vuole tacere e persevera sino a perdere le lacrime. Ecco perché il coraggio del perdono appartiene ai forti, a quelli che hanno imparato a soffrire con dignità, cavalieri oscuri della fede incrollabile. Perdonare il male è come rinascere ancora, gioia scolpita nel dolore, terra deserta che torna in vita con una goccia d’acqua. Perdono per amore, perdono per coraggio, perdono per fede sono diamanti dell’animo generoso di chi spera in bene.

Perdono è quasi sempre sofferenza, ma chi sà perdonare entra dalla porta principale nella grandezza della vita.

Evelyn Zappimbulso 


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