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Covid-19: serve un nuovo ruolo dello stato negli asset strategici

Cronaca

Da qui al 2030 dobbiamo dimostrare di aver capito la lezione, altrimenti il nostro osservatorio ci dice che avremo crisi più frequenti, di diverso tipo, ma di più lunga durata. Altrimenti la normalità sarà quel tempo intermedio tra due crisi successive”. A sottolinearlo in un’intervista rilasciata al blog di Adl Consulting, società di Public Affairs, sono la professoressa Filomena Maggino e il dott. Andrea Battistoni, rispettivamente presidente e vice presidente della Cabina di Regia “Benessere Italia” voluta da premier Giuseppe Conte e ora impegnati nella Task Force per elaborare le strategie di uscita dalla crisi il Covid-19.

“Questa crisi – spiega la docente di Statistica sociale dell’Università di Roma “La Sapienza” – ci ha consentito di identificare ancora meglio quali siano i settori strategici per il Paese che non possono essere lasciati ai soli interessi di mercato o dei privati. Si pensi alla sanità e all’istruzione, alla mobilità all’energia; in generale alla sicurezza, sono tutti settori sui quali vanno fatte delle riflessioni su ciò che è successo”.

“Molte aziende – osserva Battistoni – ci approcciano ora con nuovi schemi rispetto ai passati modelli di organizzazione del lavoro, dagli spazi di lavoro agli strumenti di collaborazione e interazione. Ci sarà probabilmente un diverso welfare, nuovi modelli abitativi, nuovi servizi da pensare anche per gli anziani e per la loro assistenza in ottica di invecchiamento attivo curvando su un modello di rete sociale di interscambio generazionale di aiuto”.

Parola d’ordine alla quale sta lavorando la Cabina di Regia è far crescere nelle Istituzioni “il concetto alto della sussidiarietà, attualmente non declinato in senso regolamentare che chiama ad un nuovo ruolo dello Stato in asset strategici, non necessariamente in senso proprietario ma sicuramente in termini di competenze di ultima istanza quando in gioco c’è la sicurezza nazionale. Questo quello che vorremmo portare alla base del modello di sviluppo”.

Quanto ai progetti allo studio, i due esponenti di Benessere Italia anticipano un’idea per il rilancio del made in Italy: “stiamo lavorando ad una proposta alternativa per il sistema della coesione territoriale italiana per la realizzazione di piattaforme che valorizzino i marchi e i prodotti del made in Italy magari anche grazie a tecnologie come la blockchain. Vendere il prodotto italiano come piattaforma anche per mantenere l’unicità dei nostri borghi”.

 
Lo comunica in una nota Adl Consulting.

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