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Ma è propria vera la leggenda dello Stellone?

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Il pensiero libero di Luigi Mazzella

Con il rituale tipico delle decisioni meditate e assunte in sedi caratterizzate da massima riservatezza (rectius: segretezza), è giunto all’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri (aspirante “Capo del Governo” di mussoliniana memoria, “con pieni poteri” addirittura nazisti), il “benservito” delle vere forze che, parte (minima) in modo palese, e parte (molto più consistente) in maniera occulta, decidono il destino del Paese. 

La fase di ricostruzione del “dopo-coronavirus” sarà, molto probabilmente, affidata ad altri: 

  1. a) che sappiano “leggere e scrivere”; 
  2. b) che possano circondarsi, non avendo complessi d’inferiorità da cui proteggersi, di gente che abbia una certa dimestichezza con le norme del diritto e soprattutto con la lingua italiana; 
  3. c) che non assumono provvedimenti ritenuti “palesemente illegittimi” dalla “scienza giuridica” accademica e ufficiale (magari non esente da colpe passate di “sfasci” economici o istituzionali e “ammantata”, per generosità del sistema mass-mediatico, di qualche titolo “eccellente” non proprio dovuto); 
  4. d) che sappiano servire meglio e con “finta dignità” gli interessi dell’alta finanza, sempre più seriamente preoccupata dei danni che l’attuale “banda-bassotti” con le sue mille commissioni, task force, cabine di regie, congreghe di numero crescente di virologi, infettivologi, epidemiologi sta procurando non tanto agli innocenti abitanti della Penisola quanto all’ipotesi di quel ritorno a un nuovo “feudalesimo” (della moneta e non più del latifondo), visto dai super-ricchi come meta per dormire finalmente sonni tranquilli (con o senza necessaria apparenza di vita produttiva e di regimi democratici).

Naturalmente, come sempre avviene nei conciliaboli di persone aduse all’esercizio occulto del potere, il nome del nuovo “salvatore” dello Stivale non è stato fatto, ma è probabile che verrà fatto trapelare nei prossimi giorni: bisognerà dare tempo al sistema mass-mediatico (che sinora ha esaltato un primo ministro, venuto sì dal nulla, ma, comunque,  capace dell’eloquio tipico degli avvocati della provincia meridionale) che quel personaggio, a detta dell’italica sapienza giuridica,  ha commesso degli errori imperdonabili; soprattutto per la dimostrata e acclarata incapacità di sottrarsi alle suggestioni (talvolta persino a quelle palesemente campate in aria e cervellotiche) della scienza medica, va messo da parte per consentire al Paese di “ripartire”.

È chiara, per chi non intende seguire il motto delle tre scimmiette con benda sugli occhi, tappo nelle orecchie e bavaglio sulla bocca, la direzione verso cui si muoverà l’italico convoglio. 

La ripartenza, a causa della mancanza di una forza liberale, che sia in grado di capire ciò che Donald Trump (con i Repubblicani Nordamericani) e Boris Johnson (con i Conservatori inglesi) hanno chiaramente inteso sui propositi antindustriali dei Tycoon della Finanza, non avrà altra direzione e destinazione di quella voluta dalle centrali di Wall Street della City, dai Tecnocrati ben retribuiti di Bruxelles, dalle Consorterie ebraiche e cristiane e dallo IOR Vaticano.

Questa linea di ritorno al Feudalesimo, pervicacemente antimoderna   è sostenuta, politicamente, da Democratici Statunitensi, Laburisti inglesi, Socialdemocratici e Cristiano-sociali (di varia denominazione) dell’euro continente, tutti rimasti senza “miraggi” da propalare alla gente, sufficientemente delusa dalle loro false promesse passate.

D’altronde, l’Italia non può consentirsi avventure di tipo diverso (peraltro già sperimentate nel “secolo breve” con esiti catastrofici) fondandosi su  forze estremiste (sì ma soltanto sul piano del verbalismo di piazza) ed in effetti sempre desiderose di nascondersi, magari per biechi calcoli elettorali,  sotto quello stesso  manto azzurro della Madonna che tiene al riparo dagli attacchi laici  anche i traffici monetari di quell’Istituto per le Opere di Religione (IOR) che destina i proventi dell’Obolo di San Pietro (a tacer d’altro e a ciò che è trapelato sui media) all’acquisto di redditizi fabbricati nel centro di Londra.

In mancanza di una forza politica autenticamente liberale che punti al mantenimento del ruolo creativo e produttivo dell’uomo nella società industriale, nata dopo la sanguinosa parentesi della Rivoluzione francese, è difficile che il percorso intrapreso dall’Alta Finanza verso un nuovo Feudalesimo possa essere ostacolato. 

D’altra parte, la Storia ci offre esempi di rivoluzioni che avvengono a cose fatte e mai di rivolte vere dirette a prevenire. 

Non si tratta di una prospettiva confortante.

L’Umanità ha conosciuto tempi in cui il reddito dei ricchi latifondisti proveniva dal semplice possesso della terra e dalla schiavitù sostanziale dei servi della gleba. 

Orbene, se nel cuore dell’Europa non spunteranno, subito, i Trump, i Johnson e personaggi di consimile statura politica, il popolo euro continentale conoscerà tempi in cui la ricchezza sarà prodotta per i Tycoon della Finanza dal semplice possesso della Moneta e dal lavoro di contabilità di robot umani o digitali. 

Gli uomini che sono nella mente e nei propositi dei reggitori, palesi e nascosti, della res public italiana, andranno certamente nella direzione occulta. Anche se non sarà più una “nave senza nocchiero in gran tempesta” l’Italia sarà più “serva” che mai. 

Dobbiamo chiederci: Ma è proprio vera la leggenda dello Stellone che ci protegge? 

 


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