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Sanità Coronavirus

Puglia

È iniziato il secondo tempo

Di Riccardo Guglielmi

Da pochi giorni è iniziato il secondo tempo della partita che nostro malgrado siamo costretti a giocare dall’otto marzo, festa della donna, con una squadra formata da un numero imprevedibile di avversari che portano lo stesso numero sulla maglia. È il 19 che nella smorfia identifica la risata, sintomo di serenità ma nello stesso tempo espressione di difficoltà o di qualcuno che sta ridendo alle nostre spalle, tanto per avvalorare tesi complottiste. Dobbiamo giocare bene questo secondo tempo. La linea di difesa della Sanità, ha saputo tenere testa all’avversario meritandosi elogi e applausi, ma dovrà ancora essere vigile per non cadere nella trappola del contropiede. I media elogiano genericamente medici e infermieri degli ospedali ma bisogna far emergere chi ha saputo dare forza e incitamento alla squadra, fornendo l’apporto logistico idoneo a quella linea di difesa che non poteva permettersi di cedere. È il collettivo dei Coordinatori infermieristici, più conosciuti come Caposala, a cui va tutto il grazie della comunità. È la linea dei mediani, il collegamento tra necessità organizzative, esigenze clinico-assistenziali e obiettivi aziendali. Un ruolo storico che nasce, oltre un secolo fa, quando con regi decreti iniziarono i percorsi formativi per infermiere, in quegli anni esclusivamente donne, abilitate a funzioni direttive, AFD. In Italia, tale funzione, è stata svolta sino alla fine degli anni 70, preferibilmente da religiose, per necessità di rigido controllo della disciplina e degli aspetti domestico alberghieri. USA e Regno Unito hanno invece prevalentemente affidato tale funzione a  laiche, che nel periodo bellico furono inquadrate nella Sanità Militare nel ruolo di ufficiali e sottufficiali. La veste religiosa e i gradi sulla divisa hanno caratterizzato il ruolo di prestigio e rispetto, ponendo così le basi per il   riconoscimento sociale dell’infermiere. L’emergenza coronavirus ha fatto emergere in modo più eloquente la figura di un professionista altamente competente, capace di pragmatismo nell’organizzazione del personale e buon senso per garantire sicurezza e benessere al malato. Un esempio diretto della efficienza ed efficacia del coordinatore infermieristico arriva da Mater Dei Hospital, una realtà assistenziale che, anche in questo momento, ha dimostrato di essere una risorsa per la Regione Puglia.  Il modo di porgersi, l’eleganza dei comportamenti, lo spirito di servizio e l’attaccamento al dovere dimostrato nei fatti, la comunicazione sempre efficace e pacata, la giusta mediazione tra necessità del personale e direttive dei responsabili medici, hanno permesso di fugare il timore del contagio nei pazienti ricoverati, nelle mamme in attesa in ostetricia e nel personale che doveva affrontare situazioni nuove e sconosciute. La funzione di coordinamento tra i vari servizi di una realtà ospedaliera complessa e le risorse umane a loro competenti, ha permesso ai medici di concentrarsi esclusivamente sulle specifiche funzioni professionali e tutta Mater Dei Hospital ha mantenuto alto il livello di qualità ed efficacia delle cure e dei servizi. Direzione sanitaria, Pronto Soccorso sempre operativo, radiologia, cardiologia, cardiochirurgia, medicina interna, ginecologia,  rianimazione, ortopedia, chirurgia  generale e specialistica, laboratorio, farmacia e servizi logistico amministrativi, non hanno mai smesso l’attività, lavorando sempre in sicurezza per utenti e operatori. Tutte le richieste di ricovero, dal territorio o da ospedali pubblici regionali sono state esaudite. La riabilitazione, neuromotoria e cardiologica, con l’aiuto dei fisioterapisti coordinati da Giovanna Fortunato, ha sempre assistito persone  con complessi quadri morbosi. Il bilancio del primo tempo della partita giocata nel campo di Mater Dei è da considerare positivo. Un grazie corale al SITRA, il servizio infermieristico tecnico riabilitativo aziendale coordinato da Maurizio Gnazzi  e un grazie diretto a Carmen, Maria, Gigia, Nicoletta, Bianca, Rosanna, Raffaella, Patrizia, Catia, Cinzia, Grazia, Giovanna, Tekie, Giuseppe, Nicola e Roberto, per le capacità strategiche, relazionali e operative dimostrate. Non guasterebbe l’attribuzione, per meriti speciali guadagnati sul campo, del grado di Luogotenente. L’esperienza maturata nel primo tempo e le capacità di queste molte donne e pochi uomini, è la migliore premessa per continuare a giocare in sicurezza. Non ci accontentiamo del pareggio, puntiamo alla vittoria. Oggi è l’8 di maggio, Bari festeggia San Nicola e quasi tutti i baresi stanno invocando una santa mano d’aiuto.


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