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Le disavventure di un cittadino che non è riuscito a comunicare con il personale del laboratorio di analisi

Puglia

BARI – Ho letto con molta attenzione il pro memoria sulla triste vicenda che è capitato ad uno stimato cittadino, professore di matematica, ora in pensione, molto stimato dalla comunità ed ancora viene contattato dal ex studenti durante le festività per gli auguri. Il professore non si limitava ad insegnare la sua materia, dialogava con gli alunni innanzitutto sul comportamento fuori dagli ambienti scolastici ad avere, sempre, rispetto per il prossimo.

Siamo amici da oltre 30anni, condividiamo riflessioni sul campo politico e sociale purtroppo non è un personaggio che persegue la tecnologia, tanto che non possiede un pc.

Per questo motivo stampo gli articoli pubblicati e li consegno all’amico

Mi ha detto che vuole giustizia, ed avendo letto l’articolo pubblicato sul Corriere Nazionale il 14 novembre 2019 “Un atto di giustizia verso le strutture sanitarie della Puglia” e che avrebbe piacere se il Corriere Nazionale pubblicasse la sua comunicazione di risentimento scritta di proprio pugno, per una facile lettura ‘ho riportata in word, conservando, agli atti l’originale.

L’ addetta all’ambulatorio di via Aquilino di Bari, ha commesso violazione sia morale, in un periodo tanto delicato per l’epidemia, a rischio delle persone anziane, una struttura sanitaria che dovrebbe consigliare e seguire le persone anziane, è opportuno osservare che il malcapitato cittadino è un pensionato con una età avanzata e non sempre conserva la identificazione, art. 55 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e seguenti.

Tanto succede che durante la copertura dei posti il dirigente non osserva la meritocrazia.

Il dirigente, sia direttore che funzionario hanno il dovere di controllare l’operato del personale

L’articolo sarà inoltrato all’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia per opportuna conoscenza.

Prof. Arciuli Donato

Redattore Corriere Nazionale

TESTO SCRITTO DALL’ANZIANO CITTADINO

Premesso che il laboratorio di analisi di via Aquilino, Bari, per il prelievo e gli esami del sangue è operante soltanto il martedì mattina per poter soddisfare le richieste di poco più di una decina di persone.

Per questo motivo, con largo anticipo e con la richiesta del medico curante, sono andato allo sportello delle prenotazioni all’inizio del mese di febbraio e mi hanno fissato la data del prelievo al martedì di fine aprile,

A causa delle vicende del Coronavirus, pensando che queste prestazioni sarebbero state rinviate, mi aspettavo una comunicazione a tale proposito per aiutarmi a rispettare le limitazioni imposte per il movimento dei cittadini.

Non avendo avuto nessuna comunicazione, ho tentato, per più giorni, di telefonare per avere le necessarie informazioni, ai seguenti numeri: 080 5842739, squillava a vuoto, centralino 0805493511 risultava sempre occupato. Il giorno prima della data fissata per il prelievo, facendo violenza su me stesso perché ero costretto a trasgredire le disposizioni necessarie per prevenire la pandemia e facendo uso della mascherina mi sono recato all’ASL di via Aquilini (Bari) e li ho trovato la porta chiusa. Dopo aver bussato più volte, è arrivata una signora mascherata e dallo spiraglio della porta mi ha detto che tutto era stato rinviato sine die. Alle mie rimostranze perché non rispondevano al telefono, una risposta assurda “NON ERANO OBBLIGATI A RISPONDERE”

Ho insistito per avere altre informazioni, la risposta della donna mascherato, senza il cartellino d’identificazione, circolare n.3/10 Identificazione del personale a contatto con il pubblico. Qui viene chiamato in causa il responsabile del servizio.


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