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Cambia la globalizzazione e cambiano gli scambi internazionali

Economia e Finanza

di Luigi Benigno

Da circa tre anni il commercio internazionale ha dato uno scossone all’asse delle due superpotenze Usa e Cina.

L’imposizione dei dazi Usa hanno spostato le importazioni e le esportazioni verso e dagli Usa.

Le politiche restrittive a favore della produzione interna Usa ha fornito i primi risultati con una riduzione degli scambi Usa Cina; ciò ha comportato l’apertura verso altri mercati asiatici e sudamericani in grado di sostenere le restrizioni imposte alla Cina ed anche all’UE-27.

L’UE e l’Italia potrebbero accrescere le esportazioni verso gli Usa ma occorrerebbe incrementare la produzione di prodotti tecnologici, di cui la Cina ha il primato mondiale; ciò troverebbe un ostacolo anche per la competitività dei prezzi praticati finora dalla Cina , grazie al bassissimo costo della manodopera.

Il pericolo o l’opportunità, secondo la prospettiva da cui si osserva, potrebbe provocare una restrizione degli scambi, quindi della bilancia commerciale, arrecando grossi problemi ai mercati più piccoli, che hanno bisogno di esportare i propri prodotti.

L’Italia, da sempre leader per i prodotti alimentari e per alcuni prodotti del manifatturiero potrebbe sviluppare le reti di scambio riuscendo a creare e consolidare mercati che oggi hanno bisogno di nuovi rapporti commerciali.

Sembra, però, che la politica commerciale estera non sia nell’agenda del Governo o comunque i risultati non sono visibili.


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