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Coronavirus seconda fase: che fare (9)

Benessere & Medicina

Aver perso il conto con i numeri del CHE FARE, non appare un grande segno, nel mentre il disordine è grande sotto il nostro cielo, senza poter trarre la conclusione del vecchio leader cinese che va tutto bene.

 

Come si era pensato e suggerito dall’inizio della crisi della corona virale 19, anche sulla base della saggia scelta dei cinesi della valle del Bisenzio, che si erano trasferiti in massa sulle montagne dell’Abetone, allarmando un sindaco locale che si era messo a caccia di gente che affittava case e soggiornava in Hotel da più di sei giorni, mentre con l’avvio del cosiddetto Lock down gli italiani venivano confinati nelle loro case nelle città inquinate, https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/la_pianura_padana_vista_dal_satellite_e_l_area_piu_inquinata_d_europa-4538498.html mentre le seconde case di montagna o di mare venivano isolate ermeticamente da  decreti e blocchi di polizia che impedivano gli spostamenti verso zone di pregio ambientale che, come si è poi calcolato in una statistica post mortem, avrebbero potuto salvare circa la metà delle persone poi morte, a quanto pare anche per una spintarella dall’inquinamento in particolare nella valle padano lombarda  https://www.lastampa.it/tuttogreen/2020/05/21/news/il-coronavirus-uccide-il-doppio-dove-l-aria-e-piu-inquinata-1.38858183?ref=fbpp .

Mentre si riabilitavano vecchi farmaci come la idrossiclorochina per la malaria  e il BCG per la tubercolosi, non si è voluto prestare attenzione al farmaco meno costoso e alquanto efficente, come si legge tra le righe dello studio europeo sulla qualità dell’aria nell’eziopatogenesi e nelle statistiche del COVID-19, la vecchia è sempre presente climatoterapia, che fino agli anni 50-60 era uno dei capisaldi della terapia medica e che forse è da riconsiderare meglio in uno studio europeo in programmazione, anche alla luce delle ricerche  francesi di Razzouk a Briançon e quelle ucraine di Berevzosky sui Carpazi, che dimostrano, ancora non in maniera definitiva, la potenza dei climi terapeutici nella partita contro le patologie croniche, allergiche virali  e asmatiche del sistema respiratorio e non solo  https://www.vglobale.it/?s=climatoterapia .

Si è osservato anche in Italia come anche  numerose località dell’Appennino fossero protettive contro l’aggressività del COVID-19, dal piccolo comune di origine del virologo televisivo Roberto Burioni, Casteldelci RN,  che ha disdegnato un ruolo del clima del borgo natale, nella resistenza al virus, confermato invece dal novasettenne omonimo non scienziato Giovanni Burioni https://youtu.be/QlGeqli56PA , come anche i dati di Poli, borgo  dei Monti Prenestini, dove Mario Spallone aveva costruito il suo gioello di clinica e dove l‘impatto del COVID-19 sulla residenza per anziani è stato limitato, vicino a zero, come si era osservato anche nel passato con altre epidemie come la peste del Seicento e la tubercolosi fino al recente passato https://www.comune.poli.rm.it/c058078/po/mostra_news.php?id=276&area=H

Riattivare i centri di climatoterapia sulla base di nuove ricerche da fare in breve tempo è una cosa possibile e da riconsiderare.

 Per quanto concerne la diagnostica e la terapia antivirale stretta, come è noto affrontiamo una fase difficile e quasi confusa (cosa poco rassicurante per tutti ..) come si evince dalle querelle sull’uso e l’applicazione dei titoli anticorpali  anche nelle province autonome del nord  e come mirabilmente  riassunto da NATURE in un articolo di ieri https://www.nature.com/articles/d41586-020-01451-0?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=e3a766c5ad-briefing-dy-20200521&utm_medium=email&

Sulla terapia qualche delusione sembra venire dall’idrossiclorochina associata all’azitromicina https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32392282/?from_term=Rosenberg+hydroxychloroquine&from_sort=date&from_pos=1 Le conclsioni dello studio newyorkese  anche se parziali parlano chiaro

Conclusions and relevance: Among patients hospitalized in metropolitan New York with COVID-19, treatment with hydroxychloroquine, azithromycin, or both, compared with neither treatment, was not significantly associated with differences in in-hospital mortality. However, the the interpretation of these findings may be limited by the observational design.interpretation of these findings may be limited by the observational design.

Un fiammella nel tunnel potrebbe accendersi se si riuscirà a varare un ampio trial internazionale sulla diagnostica bioelettromagnetica del COVID-19  e ancor più dalla speranzosa terapia personalizzata di precisione con MERIDIANTECH che pare se confermata dalle ricerche in programmazione, possa aiutare a realizzare anche per il COVID-19 la possibilità di realizzare una terapia su misura del paziente selezionando i farmaci che dovrebbero potenziare il sistema immunitario, regolare l’infiammazione e depotenziare e magari uccidere il COVID-19.

Decenni di esperienza e di narrazioni ci suggeriscono che potrebbe potersi fare, e ci apprestiamo a verificarlo in questo studio controllato in gestazione, MERIDIANTECH&COVID19, che ha visto già l’adesione di gruppi austriaci, francesi, tedeschi,  italiani, indiani, ungheresi.

Si può fare di più .. senza essere eroi, come recitava il Morandi buono (non quello di Genova..)

Prato 22/05/2020 Vincenzo Valenzi


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