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Se la Raggi vuole cambiare la mobilità a Roma non può certo affidarsi ai monopattini

Cronaca

Chicco Testa (pres. Fise Assoambiente):   Biciclette e monopattini non siano l’alibi per non efficientare la rete di trasporto pubblico. Smart working, formazione a distanza, digitalizzazione della funzione pubblica possono cambiare veramente la vita della città. Purtroppo soffriamo di reti di connessione ancora non sufficientemente efficaci e abbiamo 400 comuni italiani che hanno fatto ordinanze contro il 5g. Il 5g non va contro l’ambiente, è il contrario. Il peggior nemico dell’ambiente è la povertà”

Chicco Testa, Presidente di FISE Assoambiente, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Nautilus” condotta dal direttore Gianluca Fabi e Alessio Moriggi su Radio Cusano Tv Italia (ch. 264 dtt).

Sulla mobilità sostenibile. “Quella di una mobilità più semplice, elettrica, era una tendenza già in atto, penso che il Coronavirus l’abbia accelerata –ha affermato Testa-. Ciascuno di noi fa dei micro spostamenti quotidiani e in quel caso utilizzare bicicletta o monopattino è sicuramente una buona soluzione. Però se la sindaca di Roma Raggi vuole cambiare la mobilità cittadina non può certo affidarsi ai monopattini. Dobbiamo ricordarci che oltre ai tanti piccoli spostamenti che facciamo, c’è lo spostamento fondamentale da casa al luogo di lavoro, con le decine di migliaia di persone che ogni giorno entrano in città provenienti dall’hinterland, dalla periferie e onestamente non li vedo venire dalla periferia al centro in monopattino o bicicletta elettrica. La soluzione è sempre la stessa: reti metropolitane e mezzi pubblici efficienti, sperando che il distanziamento prima o poi finisca. Anche lì si può usare l’elettrico, la forma più massiccia di trasporto elettrico sono i treni, le metro, le funicolari, le tramvie, quindi non siano monopattino e bici elettrica l’alibi per non efficientare la rete di trasporto pubblico. Dal punto di vista ambientale, l’alta velocità ha levato dalle strade decine di migliaia di automobili e bisogna continuare, oltre che produrre evidenti benefici economici”.

Sulla digitalizzazione. “Il telelavoro e lo smart working ci hanno dimostrato che non è sempre necessario recarsi sul luogo di lavoro per svolgere le proprie mansioni in maniera efficace. Questo può essere un cambiamento molto importante. Poi anche la formazione a distanza, la digitalizzazione della funzione pubblica. Queste cose possono cambiare veramente la vita delle nostre città. Purtroppo soffriamo di reti di connessione ancora non sufficientemente efficaci e abbiamo 400 comuni italiani che hanno fatto ordinanze contro il 5g, il quale non ha niente di diverso, anzi è meno potente rispetto al 4g e al 3g. Il 5g non solo non va contro l’ambiente, ma ci consente di fare una cosa fondamentale: la dematerializzazione dell’economia. Alcune funzioni che prima bisognava svolgere fisicamente, oggi si possono svolgere a distanza”.

Sulla tutela dell’ambiente. “Il peggior nemico dell’ambiente è la povertà. L’esigenza di avere un ambiente in ordine, pulito e rispettato è un bisogno che si afferma nel momento in cui hai una soddisfazione e risorse economiche sufficiente per occupartene. Ma se sei impegnato a trovare tutti i giorni come riempire la tua pancia e quella dei tuoi figli, non ti preoccuperai di queste cose. Infatti ad inquinare di più oggi sono i Paesi che cercano faticosissimamente di uscire dalla povertà, quindi costruiscono centrali a carbone, non si preoccupano dell’inquinamento urbano”.


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