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Escludere Autostrade dalla ricostruzione del ponte di Genova non è stato illegittimo, ha stabilito la Consulta

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La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni sull’obbligo della concessionaria di far fronte alle spese di ricostruzione del Ponte e di esproprio delle aree interessate 

© ANDREA LEONI / AFP  – Ponte Morandi, Genova 

Non è illegittima l’esclusione di Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Lo ha sancito la Corte Costituzionale che ha ritenuto “non fondate” le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata volta alla scelta delle imprese alle quali affidare le opere di demolizione e di ricostruzione.

La Corte ha poi dichiarato inammissibili le questioni sull’analoga esclusione delle imprese collegate ad Aspi e quelle concernenti l’obbligo della concessionaria di far fronte alle spese di ricostruzione del Ponte e di esproprio delle aree interessate.

“L’eccezionale gravità della situazione ha determinato la decisione del Legislatore”

Dopo l’udienza pubblica svolta oggi, i giudici costituzionali hanno esaminato in camera di consiglio le questioni sollevate dal Tar della Liguria, che riguardavano numerose disposizioni del decreto Genova emanato dopo il crollo del Ponte Morandi: con il dl sono state affidate a un commissario straordinario le attività volte alla demolizione integrale e alla ricostruzione del Ponte nonché all’espropriazione delle aree a ciò necessarie e demandato al commissario di individuare le imprese affidatarie, precludendogli di rivolgersi alla concessionaria Autostrade Spa (Aspi) e alle società da essa controllate o con essa collegate. Il decreto, inoltre, ha obbligato Aspi a far fronte ai costi della ricostruzione e degli espropri. La sentenza, con le motivazioni, sarà depositata nelle prossime settimane.

“La decisione del legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso”., scrive in una nota Palazzo della Consulta, in merito alla decisione della Corte di dichiarare “non fondate” le questioni di legittimità sollevate dal Tar Liguria sulle norme del decreto Genova che hanno previsto l’esclusione di Aspi dalla ricostruzione del viadotto Polcevera. 

“Anche la Consulta ci dà ragione: legittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Altra conferma del grande lavoro dell’allora ministro Danilo Toninelli con il decreto Genova. Perché giustizia sia fatta adesso non rimane che la revoca”, scrive su Twitter il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri.


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