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Bari: meno quattro all’esordio tra speranze e concentrazione

Sport & Motori

Tutti i campionati che hanno ripreso le attività, almeno nei primi turni, stanno risentendo nell’intensità di gioco, e non è affatto detto che, man mano, si possa ritrovare la condizione migliore anche perché più passa il tempo durante l’estate coi loro 30-35 gradi (si spera che non si raggiungano i 40), sempre più sarà difficile giocare anche perché manca proprio l’aria.

In serie C non sarà causale che abbiano passato il turno tutte le migliori classificate con un’unica vittoria esterna, magari palesando anche squallidi 0-0. Non rimane che attendere le sfide di stasera con le altre, vale a dire con il Carpi, il Renate ed il Monopoli e la Juventus U. 23, fresca vincitrice nella finale di Coppa Italia che, poi, ha vinto. Ma crediamo che anche queste squadre incontreranno le loro buone difficoltà soprattutto se si pensa che le squadre che incontreranno avranno almeno le gambe un po’ più rodate rispetto alle altre tre, anche per questo riteniamo che per il Bari non sarà affatto facile passare il turno a prescindere da quale sarà l’avversaria.

Tuttavia i pronostici sono tutti per i biancorossi, e questo non sempre è vantaggioso. Si sa che più si parte col favore degli stessi tanto più diventa complicato confermarli. E’ una specie di legge di Murphy ma non solo, è anche una vecchia legge dello sport che spesso viene confermata. Il Bari, dunque, deve essere più forte di tutto. I biancorossi devono pensare a concentrarsi e, nel contempo, a sperare e sognare in grande.

Il Bari ha dalla sua parte la forza con la quale ha raggiunto il secondo posto, poi ha dalla sua parte capacità tecniche che manifestate in campo a ritmi ridotti potrebbero diventare decisive. Pensiamo all’abilità di Antenucci e di Laribi ma anche al complesso che può vantare notevoli fondamentali. Infine è dalla parte del Bari la possibilità di passare il turno anche con un pareggio in casa, così come è da tener presente il fatto che giocherà al San Nicola. Insomma le basi per far bene ci sono, occorre solo metterle all’opera.

Anche senza pubblico (ma ci sono buone speranze che qualcuno possa assistere alle gare) il Bari potrebbe far bene per le sue indubbie qualità tecniche, e la possibilità che possa giocare tutte e tre le partite in casa fino alla finale, alletta parecchio le fantasie di tutti, salvo che – come si sa – non si trovi sul cammino la Reggio Audace.

Giocare in casa ha anche i suoi vantaggi: si conosce a memoria il terreno di gioco, le sue misure, l’erba che si calpesta, differentemente dagli altri campi dove occorre prima prendere le misure, poi adattarsi, e quindi giocare come si sa fare, sempre che la squadra di casa non lo permetta in quanto, appunto, gioca in casa propria, così come farebbe il Bari al San Nicola al cospetto delle avversarie, insomma.

Vivarini è un allenatore che cura molto i particolari, e affrontare le gare con dei concetti basi ben impressi infonde molta sicurezza a tutti, sia da chi partirà titolare, sia a chi – ma forse soprattutto – a chi dovrà subentrare per mantenere il risultato positivo o, malauguratamente, per correggerlo a proprio vantaggio in corso d’opera.

Ormai mancano quattro giorni al debutto del Bari in casa propria, ed oggi la squadra sarà spettatrice interessata delle gare dove emergeranno le cinque qualificate ai quarti di finale. Una tra di loro – come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno – eviterà i biancorossi (dovrebbe essere il Carpi che detiene il miglior coefficiente).

Infine una notizie: il Bari è di diritto qualificato alla Coppa Italia di serie A e B, una competizione da cui manca da ben tre anni.

 

Massimo Longo


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