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Locatelli: “Seguiamo le regole o dopo le discoteche chiuderanno altre attività”

Cronaca

“O seguiamo le regole o rischiamo di dover chiudere altre attività dopo le discoteche”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, precisando che “riapriremo le scuole a ogni costo. I contagi aumentano ma siamo ancora in vantaggio e possiamo contenere l’epidemia”.

“L’inizio della stagione estiva – dice Locatelli – ha comportato la necessità di considerare alcune riaperture per non danneggiare l’economia del turismo e per consentire agli italiani di godersi le vacanze in località montane e marittime, evitando l’estero. Forse, si doveva prestare maggiore attenzione al rispetto delle regole d’oro: indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto in caso di impossibilità a mantenere il distanziamento interpersonale adeguato, osservare una scrupolosa igiene delle mani ed evitare assembramenti”.

Quanto alla misura che riguarda le discoteche, ammette Locatelli, “avrà un impatto economico, purtroppo, ma la salute viene prima di tutto e quanto abbiamo visto accadere nelle discoteche come luoghi di assembramento va evitato altrimenti rischiamo di ritrovarci presto in una situazione più allarmante. I giovani possono infettarsi e non sono al riparo da manifestazioni gravi come dimostra la storia della bambina di 5 anni ricoverata a Padova con sindrome uremico emolitica in possibile relazione al Sars-CoV-2. Tanti i ventenni ricoverati. Nessuno è immune. Il rischio per i giovani di infettarsi è simile a quello di chiunque altro”.

Spiega Locatelli: “Non pensiamo che si possa riprodurre un’emergenza paragonabile a quella della fase uno anche perché i contagiati vengono diagnosticati precocemente per cui si prevengono le forme gravi”. “Per valutare l’andamento dell’epidemia dobbiamo avere una visione generale – aggiunge – Se il numero dei contagiati salisse in modo importante ci sarebbe per forza un carico maggiore per le strutture sanitarie. Essere messi meglio di Francia e Spagna non esclude il timore di una crescita esponenziale della curva nelle prossime due settimane. Ma non siamo alla seconda ondata”.

“Bisogna arrivare a ridosso della ripresa scolastica con il numero di casi più basso possibile – continua Locatelli – Meglio saremo messi il 14 settembre, più elevata sarà la probabilità di riprendere le lezioni senza rischi di dover poi chiudere classi o interi plessi. Il Cts ritiene prioritario garantire il distanziamento all’interno degli istituti impiegando le mascherine solo se necessario, in situazioni eccezionali e per brevi periodi. Lo sforzo, soprattutto da parte del ministero dell’Istruzione, dev’essere quello di identificare tutte le soluzioni percorribili in modo da non scaricare le responsabilità sui presidi”.


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