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Bari – Vivarini, probabilmente, è ai titoli di coda. Auteri più vicino

Sport & Motori

Foto: tuttomatera.com

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Così pronunciò il nipote del principe Salina, Tancredi, nel celebre Gattopardo di Giuseppe Tommasi di Lampedusa. E si, perché nel Bari tutto dovrebbe cambiare ma, di fatto, ad oggi, rimane tutto uguale.

Di novità sostanziali non ce ne sono, tuttavia nelle prossime ore si dovrebbe sciogliere la querelle Romairone, il DS che, dopo aver risolto il contratto col Chievo, potrà diventare biancorosso, ma siamo ancora allo stadio della non ufficialità. E quando – e se – Romairone dovesse ufficializzare la sua nuova avventura barese, si potrà parlare dell’allenatore. E comunque una cosa è certa: il lavoro della società, probabilmente in condivisione con lo stesso Romairone, sta andando avanti in silenzio. Sono in corso, per certo, colloqui con Vivarini per capire se ci sono i margini per il prosieguo del progetto che, lo ricordiamo, prevede l’acquisto di almeno sei-sette giocatori di qualità ed una panchina capace di gestire il risultato positivo o di ribaltarne quello, eventualmente, negativo, e laddove non si dovesse raggiungere un accordo condiviso, l’orientamento virerebbe verso Gaetano Auteri, con una remota possibilità di arrivare anche a Fabio Caserta, fresco di retrocessione con la Juve Stabia.

Di certo De Laurentiis, insieme ai suoi fidi collaboratori, saprà scegliere il meglio anche se sicuramente dispiacerà lasciarsi sfuggire Vivarini che, in ogni caso, bisogna ammettere che ha fatto bene pur non eccellendo nel gioco e pur avendo commesso qualche errore di valutazione. Purtroppo ha sulla coscienza la sconfitta nella gara più importante nella stagione (quella di Reggio Emilia) e, pertanto, probabilmente, ne pagherà il fio.

Auteri sicuramente è un allenatore esperto per la categoria e ha la capacità di imporre il suo modulo preferito, vale a d ire il 3-4-3 che prevede due esterni alti, giocatori che il Bari non ha nella rosa attuale se non da adattare, cambiando il suo credo tattico solo quando, nelle squadre dove ha allenato, non ha trovato il materiale necessario a proporre, appunto, il suo modulo preferito.

Occorre, tuttavia, fare in fretta in quanto il calcio non attende. Bisogna anche capire dove effettuerà la preparazione, se a Bari o in Abruzzo. Insomma, pur avendo la certezza che si sta lavorando, occorre uscire allo scoperto quanto prima. Anche per tranquillizzare i tifosi che sono in comprensibile e ragionevole apprensione.

 

Massimo Longo


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