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Affidi sospetti: tutti gli ostacoli alla commissione di indagine a Ferrara

Giustizia

I fatti di Bibbiano e dintorni hanno aiutato a far luce su un problema che in Italia sembra molto frequente: la “questione affidi”. Molti sono gli episodi di allontanamenti sospetti di bambini dalle proprie famiglie d’origine. Il più delle volte con motivazioni infondate che rischiano di avere pesanti ripercussioni da un punto di vista penale nei confronti dei genitori.

Nello scorso novembre, il Consiglio comunale di Ferrara ha istituito una commissione di indagine proprio per far emergere queste vicende. Ne abbiamo parlato con Stefano Boschi, psicoterapeuta e ricercatore in psicoterapia.

Cosa ha spinto ad istituire la commissione di indagine?

Il dott. Boschi ci spiega che il primo caso clamoroso, descritto da Pablo Trincia nel suo libro intitolato “Veleno”, risale a vent’anni fa, quando ben sedici bambini furono allontanati dalle loro famiglie accusate di far parte di una setta di satanisti pedofili. Accuse che sono risultate completamente infondate e nonostante tutto, i bambini non sono mai tornati dalle loro famiglie.

 

Altri casi in tutta Italia

Situazioni, a quanto pare, che hanno visto coinvolte diverse famiglie. Come il caso di Aurora, residente nel Sud Italia che ha visto portarsi via due figli dagli assistenti sociali per motivi ancora non del tutti chiari. La povera donna è seguita dall’Associazione “Scarpette Bianche” la cui presidente è Veronica Sansuini ed è da sempre attiva nella tutela della famiglia e dei minori.

La donna con un passato da puericultrice ha deciso assieme al suo compagno nel 2016 di avere un bambino tramite fecondazione assistita in Spagna e dopo una gravidanza travagliata ha messo al mondo un bambino. Figlio che, da quanto riportato dalla donna, è stato allontanato dai servizi sociali in circostanze ancora non del tutto chiare e per le quali vi è un procedimento penale in corso. Sorte che è toccata ancora una volta alla povera Aurora quando ha messo al mondo il secondo figlio un anno dopo, sempre tramite inseminazione artificiale. Come se non bastasse, oltre alla separazione dal compagno, il dramma di un altro figlio allontanato per motivazioni non ancora chiare e che vede coinvolte anche alcune “case-famiglia”.

Da Bibbiano in poi…

Il “caso Bibbiano” pare che abbia scoperchiato un vaso di Pandora. Episodio che ha causato un aumento esponenziale delle denunce da parte delle famiglie che hanno visto allontanarsi i propri figli con motivazione non proprio candide.

Ed è stato proprio uno spirito di giustizia che ha spinto molti psicoterapeuti ed avvocati ad intervenire e chiedere una commissione di indagine. Gli episodi che si sono succeduti nei 20 anni successivi, dal “caso Veleno” ad oggi, lasciano intravedere un filo rosso che li unisce uno all’altro. “L’obiettivo che questa commissione si è posta è quello di far luce su una vicenda che se ha certamente avuto un triste inizio, non lascia però ancora intravedere un lieto fine” dice il dottor Stefano Boschi.

Le difficoltà della Commissione

“La vita della Commissione” afferma lo psicoterapeuta “è stata ben presto messa a repentaglio dal lockdown imposto dalla pandemia e, duramente provata da questa lunga interruzione, stenta ora a ripartire”. L’ultima audizione si è tenuta a fine febbraio ed ha concluso una prima fase, quella esplorativa, durante la quale hanno fatto la loro comparsa alcuni dei protagonisti della vita istituzionale di Ferrara e non solo: la dott.ssa Angela Mambelli presidente dell’ASP, Azienda Servizi per la Persona, e la dott.ssa Gloria Soavi, all’epoca presidente del CISMAI. Già allora emersero alcune criticità: scarso personale, una disponibilità mediamente stimata di 10 ore annue per ogni minore seguito dall’ASP, la mancanza di dati statistici completi, il disallineamento delle metodologie usate dai vari enti preposti alla loro raccolta. La stessa Soavi ammise che i dati nazionali sono frutto di elaborazioni statistiche piuttosto che rivelarsi “certi”, come invece accade negli altri Paesi europei.”

“Per l’occasione” prosegue Boschi “grazie all’impegno di Paolo Pennini, attivista indipendente, è stato istituito il Comitato Infanzia e Famiglia con il fine di offrire supporto al lavoro della commissione con il quale, Per la cronaca, insieme al consigliere Federico Soffritti hanno presentato un elenco di domande all’ufficio minori dell’ASP, domande che dopo alcuni mesi sono state però respinte. L’ASP non ha, infatti, ritenuto di essere tenuto ad analizzare dati o attività amministrative ma di doversi occupare solo dei “compiti istituzionali” riguardanti i minori, a maggior ragione in epoca di pandemia.”

In merito a tale rifiuto, il dott. Pennini ha sottolineato che “i poteri speciali conferiti dal TUEL (testo unico degli enti locali) ad una commissione di indagine impone ai soggetti sottoposti ad investigazione di fornire tutto il materiale richiesto, quanto cioè necessario al raggiungimento degli obiettivi della commissione stessa. Questi poteri comprendono inoltre la possibilità di ascoltare soggetti privati quali esperti e genitori in contraddittorio con i funzionari pubblici.”

 

Come proseguirà?

ll 27 luglio è stata protocollata una petizione che ha raccolto calorosi consensi su tutto il territorio nazionale e con la quale si è chiesto la rapida ripresa dei lavori della commissione, lavori che il consiglio comunale ha già prorogato al 31 dicembre.

Ci si aspetta che dopo le ferie estive, i lavori della Commissione possano finalmente entrare nella fase cruciale, che si possa finalmente proseguire con l’indagine sui presunti casi sospetti e il confronto tra i responsabili delle diverse attività istituzionali e i vari esperti che saranno di volta in volta chiamati a confrontarsi con loro

affidi sospetti

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“La maggioranza di centro destra ha fornito le proprie garanzie sul fatto che la commissione proseguirà anche oltre fine anno se necessario, con l’intento di analizzare la situazione ferrarese per farne un trampolino dal quale spiccare il balzo finale verso la realtà nazionale, dato che gli eventuali problemi locali sembrano aver ben poco di locale.” ha dichiarato lo stesso Pennini. “Se saranno ravvisate situazioni poco chiare saranno evidenziate nella relazione conclusiva quale atto finale dovuto, relazione che sarà quindi oggetto del voto della commissione e del consiglio comunale.

Tale relazione potrà costituire il blocco di partenza per lo svolgimento di eventuali indagini da parte della magistratura, fornendo anche la spinta verso l’attuazione di riforme istituzionali che appaiono necessarie anche al di là della verità che emergerà alla fine di tutto. Si tratta di riforme che non possono più aspettare giacché”, conclude lo stesso Boschi, “riguardano le radici stesse della nostra società, la famiglia, i genitori, i nostri figli”.

Riforme che non riguardano solo le famiglie e i bambini che sono sì le vere vittime di questo sistema ma servono anche a ridare dignità a chi lavora nei servizi sociali con passione e per la reale tutela della famiglia e dei bambini. Persone che purtroppo sono vittime di una tale generalizzazione che rischia di oscurare il duro lavoro di chi ci mette la faccia e ci dedica la propria vita per il bene delle famiglie e dei bambini. È tale lavoro che deve essere onorato, come devono essere puniti coloro che hanno agito in contrasto con le vigenti leggi volte alla loro tutela.

 

Gabriele Proto

 

 


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