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“Contagi Billionaire? La salute dei lavoratori deve essere al primo posto

Diritti del Cittadini

Carta (segr. gen. Cisl sarda):  Sul tema discoteche, è sicuramente difficile mantenere la distanza, ma vale lo stesso in spiaggia e in altri punti di aggregazione. Nel settore turistico è saltato il sistema di prevenzione e del controllo. C’è un tema primario che riguarda come far ripartire in sicurezza il lavoro. In Sardegna l’unico dato positivo dal punto di vista dell’occupazione è quello legato al periodo estivo. A settembre-ottobre sta per consumarsi un dramma in Sardegna e in tutto il sud Italia se questi lavoratori non saranno sostenuti. Un’occupazione basata solo sul turismo e l’accoglienza rileva un’economia fragile”

Gavino Carta, Segretario Generale CISL sarda, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sui lavoratori del Billionaire che hanno contratto il Covid-19 e si sono rivolti alla Cisl sarda. “Al di là del clamore mediatico del caso specifico che riguarda una discoteca molto nota, non so nel dettaglio cosa sia avvenuto e quali siano state le evidenze che hanno spinto questi lavoratori a rivolgersi a noi –ha affermato Carta-. Abbiamo premuto molto anche a livello nazionale sul tema dell’infortunio sul lavoro relativamente al covid. Il tema fondamentale è che la salute dei lavoratori e degli ospiti deve essere al primo posto. Sul tema discoteche, è sicuramente difficile mantenere la distanza, ma vale lo stesso in spiaggia e in altri punti di aggregazione. Il tema che abbiamo di fronte è come dobbiamo affrontare il tema del lavoro e delle garanzie dei lavoratori. Mentre sul manifatturiero siamo riusciti a mettere in campo delle soluzioni di concertazione con sindacati a organizzazioni di rappresentanza, nel settore turistico è saltato il sistema di prevenzione e del controllo”.

Sui lavoratori stagionali. “Soltanto in Sardegna al 18 agosto abbiamo 60mila assunzioni in meno. C’è un tema primario che riguarda come far ripartire in sicurezza il lavoro. In Sardegna l’unico dato positivo dal punto di vista dell’occupazione è quello legato al periodo estivo. E’ un dramma, i dati dicono che i lavoratori maggiormente interessati sono quelli della fascia 25-55 anni, quindi quel tipo di occupazione stagionale è un’occupazione con cui le famiglie campano. A settembre-ottobre sta per consumarsi un dramma in Sardegna e in tutto il sud Italia se questi lavoratori non saranno sostenuti. Un’occupazione basata solo sul turismo e l’accoglienza rileva un’economia fragile”.


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