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Buon compleanno, Senatrice Segre !

Cronaca

Gentile e cara Senatrice,

ho tenuto dinanzi a me per  qualche giorno le  pagine del “Corriere” con la Sua intervista, che fa seguito alla elegante immagine pubblicata in prima.  Incerto però se e cosa dirLe, come  non mi sono fatto vivo dopo la sua recente e ricca  conversazione  televisiva: più infatti  prendo atto delle Sue testimonianze più si fa insistente il monito di Primo Levi: “La nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa”.  Anche se in passato ho avuto modo di esprimerLe  a voce o per iscritto la mia profonda, ammirata solidarietà.  Ma con espressioni che il tempo mi fa apparire piuttosto rituali, poco incisive, appunto perchè il vocabolario non soccorre, non riflette il turbamento dello spirito.

Ed il Suo quesito è anche il mio: “Ma come ha fatto?”  A cui aggiungo : ” Ma come l’uomo può giungere a tanto diabolica efferatezza?”.  Riscontro comunque che rispetto a chi ha considerato non  superabile la condizione anche dei “salvati” perchè anch’essi “sono sommersi”, Lei ha avuto  la forza di “uscire” e diventare luce  di conoscenza, riflessione e speranza.  Azione non facile sia  perchè, come è stato detto, “sono più pericolosi (degli aguzzini) gli uomini comuni pronti a credere e obbedire senza discutere”, e questa componente umana  non è certo estinta;  sia perchè  spesso l’uomo si fa ammaestrare solo  dalle esperienze  vissute  sulla propria pelle, e non trae profitto, insensatamente, da quelle altrui.  Questo non significa che  informare e sensibilizzare non abbia una forte carica pedagogica da cui soprattutto i giovani vengano  sollecitati e  incoraggiati a seguire valori e sane linee di vita. Per cui il Suo impegno è  stato ed è prezioso. 

Trovandomi lontano da Pesaro non ho potuto fisicamente  presenziare alla cerimonia  del murales a Lei dedicato dalla città   e che dovrà  indurre a ” pensare  al ponte  tra il bene e il male da Lei lasciato nella Sua vita”.  E  quindi sono stato indotto a scriverLe anche per assicurarLe la mia  spirituale partecipazione e vicinanza.  Soprattutto poi non potevo tacere  i più sentiti e affettuosi rallegramenti per i Suoi novant’anni,  brillantemente portati : ciò ci assicura che il Suo  generoso ed elevato “magistero”  continuerà  a lungo,  proponendoci  i suoi benefici effetti.

Suo

Giorgio Girelli

Presidente Emerito Conservatorio Statale Rossini

 


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