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Crisi economica di famiglie e imprese, come uscirne dopo la moratoria del fisco e delle banche

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Editoriale

di Luigi Benigno

Durante i primi 6 mesi dell’anno si sono dimezzati i fallimenti: -46% in Italia.

Il ricorso agli strumenti emergenziali, con la moratoria delle cartelle esattoriali e delle rate dei mutui e prestiti, hanno  contribuito a determinare nei primi 9 mesi dell’anno una riduzione del 48% in un anno delle richieste di aiuto per risanare situazioni economiche difficili.

Tali strumenti sono stati ulteriormente prorogati a causa della diminuzione generalizzata dei consumi e del pil.

Nei primi mesi del 2021 assisteremo ad un aumento di situazioni critiche con conseguente accesso massiccio alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per i soggetti non fallibili nonché alle procedure di concordato o di autofallimento.

Tali strumenti concorsuali consentiranno ad imprese e famiglie di ristrutturare i propri debiti, causati o aggravati dalla crisi pandemica e dalle cause di forza maggiore che ancora persistono es hanno contribuito a sospendere l’economia.

I provvedimenti emanati dal governo hanno sospeso i consumi su numeri molto bassi, ed hanno sospeso la riscossione di debiti fiscali e finanziari,  spingendo molte piccole imprese e singoli consumatori a rimandare l’accesso agli strumenti di composizione della crisi.

Con l’effetto di rimandare solo nel tempo la gestione di molte situazioni complesse che potrebbero presentarsi quando l’indebitamento avrà raggiunto punte non più gestibili.

Gli emanandi decreti correttivi al Codice della Crisi, che dovrebbero essere esaminati a breve dal Consiglio dei ministri, si spera siano adeguati alla grave crisi economica. Si auspica che alcune norme entrino in vigore anticipatamente, rispetto all’entrata in vigore del Codice della Crisi fissato al 1 settembre 2021; ciò al fine di agevolare e facilitare ancora di più l’accesso per i consumatori e le piccole imprese alle procedure di composizione delle crisi.

Per come sono state prospettate, servirebbero a rafforzare il servizio di gestione delle crisi da sovraindebitamento di  consumatori, famiglie indebitate, piccole imprese (sotto l’attuale soglia fallimentare) e start up.

Le procedure di sovraindebitamento si atteggiano a strumenti efficaci in molti casi ed in grado di offrire una seconda opportunità a famiglie e imprese che, incolpevolmente ed a causa di forza maggiore, hanno registrato una situazione debitoria non più sostenibile nell’immediato e nessuna previsione nel breve periodo lascia intravedere spiragli di miglioramenti.

Per info e contatti

www.difesaconsumatorieimprese.it

 


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