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Chi è il Garibaldi che ha in cura Trump (e non parla italiano)

Estero

Prima in modo defilato, poi intervenendo alla conferenza stampa per rassicurare gli americani, Garibaldi è uscito dalla penombra di una vita da pneumologo di primo livello per diventare il volto delle “buone notizie” su Trump. È stato lui ad annunciare, domenica, che il presidente stava “andando molto bene” e che “sarebbe stato dimesso presto”

 

© Brendan Smialowski / AFP
– Brian Garibaldi

C’è una nuova star tra gli americani in cerca di volti rassicuranti nella lotta al Covid ed è ancora un italoamericano: dopo Anthony Fauci, l’immunologo più ascoltato d’America, è la volta di Brian Garibaldi, 43 anni, pneumologo chiamato a far parte del team di medici che ha in cura Donald Trump.

Capelli corti, occhiali spessi da miope, volto ossuto, per qualcuno Garibaldi ricorda per fisionomia il più famoso medico italaomericano in era pandemia, Fauci. Come lui, il pneumologo con uno dei cognomi italiani più famosi al mondo, è nato a New York. Sposato dal 2004, conoscitore della lingua spagnola ma, sembra, non dell’italiano, Garibaldi ha studiato prima in un liceo di Manhattan, l’Hunter, per poi andare ad Harvard per laurearsi in antropologia a 22 anni, e poi specializzarsi in medicina alla Johns Hopkins University.

Il suo curriculum è così pieno di voci, tra pubblicazioni, riconoscimenti, premi e ricerche, da riempire ventitré pagine scritte a caratteri minuscoli. Specialista in malattie infettive, infezioni polmonari, tubercolosi e malattie della pleura, Garibaldi ha condotto studi sul virus Ebola e progettato l’unità di biocontenimento della Johns Hopkins.

Considerato uno dei pneumologi più talentuosi d’America, Garibaldi è stato chiamato nel team medico, per monitorare la reazione dei polmoni alla terapia a base di Remdesivir pianificata per il presidente.

Tra le prime parole pronunciate davanti ai giornalisti, Garibaldi ha ringraziato per il “privilegio di prendermi cura del presidente” e per l’”onore di far parte di una squadra multidisciplinare di così alto livello”, ma il suo volto e la pacatezza, in stile Fauci, con cui ha informato gli americani, hanno bucato il video e il web.

Sui social sono arrivati migliaia di messaggi di complimenti. Uno degli account di Twitter della campagna di Trump ha rilanciato le immagini di Garibaldi ai suoi oltre 2 milioni di followers. Colleghi ed ex compagni di scuola hanno postato messaggi affettuosi. “Orgogliosa del mio collega – ha scritto Natalie West – uno dei migliori medici che conosca”. “È proprio il nostro Brian Garibaldi”, ha twittato la ricercatrice Anna Dover. “Lui è quello cui affiderei la mia famiglia in caso di contagio” ha commentato un collega, Karan Desai “non poteva esserci scelta migliore per seguire il Presidente”. “Brian Garibaldi” ha aggiunto uno dei suoi ex docenti, Haitham Ahmed “è stato uno degli studenti migliori che abbia mai avuto l’onore di addestrare”.

Al momento, Garibaldi non ha cambiato la sua routine: ogni mattina lascia la sua casa di Manhattan Avenue, a Baltimora, per raggiungere in auto la Johns Hopkins University, distante appena dieci minuti, e l’ospedale militare Walter Reed. Ma non è detto che presto possano cambiare i piani: con il ritorno del presidente alla Casa Bianca per seguire il ciclo di cure, potrebbe servire la presenza del “giovane Fauci”, che ha conquistato anche il presidente, sostituendo nella lista degli scienziati graditi proprio quel Fauci, da mesi in rotta con il campo della Casa Bianca.


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