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Alla riscoperta delle emozioni ai tempi della mascherina

Benessere & Medicina

Niente baci e abbracci ma nell’era del Covid riscopriamo le emozioni. E’ proprio l’utilizzo della mascherina, così tanto dibattuto, ad offrire in questa fase un risvolto positivo: un nuovo modo di comunicare, che nasce dal limite della comunicazione verbale e che predilige l’ascolto degli altri e di noi stessi, del nostro sentire e delle nostre emozioni. E’ quanto afferma la psicopedagogista Antonella Elena Rossi, Responsabile del progetto benessere di OPERA, Osservatorio per Educazione al rispetto e all’autostima del Comune di Verona, Comandata Miur.

La mascherina ormai fa parte del nostro vivere e sta cambiando il nostro modo di comunicare – spiega l’esperta – Quando parliamo accendiamo la parte sinistra del cervello, la parte razionale; con la mascherina invece abbiamo la bocca coperta, facciamo più fatica a parlare e a respirare, e dobbiamo mettere in atto diverse strategie di comunicazione, con gli occhi e con lo sguardo, così lavora più la parte destra del cervello, la parte emozionale. Per cui, attraverso la mascherina, stiamo tornando in un mondo emozionale. La pelle comincia a sentire, iniziamo a parlare con gli occhi, il nostro cervello cambia direzione, e il nostro ascolto diventa interiore ed esteriore”.

Da una parte la mascherina ci blocca, dunque, ma dall’altra ci aiuta. “La mascherina è anche sinonimo di protezione per tanti ragazzi e può aiutare in caso di forte timidezza e insicurezza del proprio aspetto fisico – prosegue la psicopedagogista – La mascherina copre il volto mettendo in risalto non più la bellezza o la bruttezza ma la nostra anima. Paradossalmente coprendoci stiamo scoprendo la parte di noi che avevamo nascosto. Non saremo coperti per sempre pero è fondamentale capire che a volte dobbiamo perdere una parte di noi per riscoprirne un’altra. La mascherina fa acquisire delle nuove consapevolezze. E’ come se entrassimo in un’altra dimensione, la dimensione dell’ascolto: si ascolta di più e ci si interrompe meno, in questo momento – conclude l’esperta – si ascoltano più le emozioni che le parole”.


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