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Recovery plan. Verso decreto ad hoc per task force. Bonetti, non moltiplicare poltrone e consulenze

Politica

 

Un decreto ad hoc per la struttura di governance del Recovery Plan. Sarebbe questo, sarebbe questo l’orientamento emerso nel corso della giornata. Le norme per definire la cabina di regia dei fondi europei, quindi non sarebbero più introdotte come emendamento alla manovra ma con un provvedimento autonomo. Nelle prossime ore dovrebbe tenersi un pre-consiglio per mettere a punto il testo.

E’ prevista per questa sera una nuova riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione della maggioranza e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. La riunione, prevedibilmente, verterà sul testo del Recovery Plan che, nella parte relativa alla governance per la gestione dei progetti. Il formato della riunione dovrà tenere conto del caso di positività emerso oggi, nella figura del ministro Lamorgese, nel corso del Cdm.

“La task force? Del merito non sappiamo niente. Sul metodo siamo contrari. Questo modo di fare non è solo sprezzante: è sbagliato. Noi siamo contrari a sovrastrutture di centinaia di consulenti che stanno al Recovery Fund come i navigator stanno al reddito di cittadinanza. Il futuro dell’Italia dei prossimi vent’anni non lo scrivono Conte e Casalino nottetempo in uno stanzino di Palazzo Chigi”, afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

Per la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti “ci sono italiani che hanno perso il lavoro e noi ci preoccupiamo di questo e non di moltiplicare poltrone e consulenze. C’è una sanità che ha bisogno di investimenti, lo sanno le persone che stanno soffrendo negli ospedali e quindi il Mes deve essere usato”.

“Costruire una struttura parallela di cui il Parlamento non sa nulla è evidente che è un modo per esautorare il Paese dalla progettazione del proprio futuro. Italia Viva entra in questo Consiglio dei ministri con una preoccupazione che è l’Italia, gli italiani che hanno perso il lavoro. Noi ci preoccupiamo di questo e non di moltiplicare poltrone e consulenze. C’è una sanità che ha bisogno di investimenti quindi il Mes va usato”.

 

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