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AU è il cinema che non t’aspetti, perciò merita l’attenzione di tutti, ora!

Arte, Cultura & Società

L’autismo è un mistero, per studiosi e famigliari, tra fascino e realtà. Esso è un disturbo della comunicazione e della percezione del mondo circostante, che si riflette sull’interazione sociale.

In Italia ne soffre l’un per cento della popolazione e in Ucraina le stime sono pressoché identiche. Non è ben chiaro il suo sviluppo ma al momento non esistono soluzioni.

Ogni anno il numero dei ragazzi affetti da autismo cresce del’11-13 % e per non far passare sotto voce questo dato Olga Kalchugina, con il sostegno del Minestero della Cultura ha voluto descrivere in punta di piedi l’approccio delle famiglie, a kiev come a Roma. Ecco che AU, il lavoro diretto dalla regista ucraina è un condensato di fotogrammi potenti ma delicati cha aiutano a riflettere sul significato profondo e concreto dell’inclusione. Il docufilm sviluppa la narrazione attorno a due donne, Olga e Svetlana, dalla forza interiore invisibile e avvincente.

 

Danya a Roma e Tima a Kiev, sono i veri protagonisti, non perché autistici, ma perché ragazzi con cui ogni ragazzo del mondo può intravedere le proprie emozioni.

Se le distanze separano, le emozioni uniscono e l’uscita del lavoro, prodotto da For Post, in questo periodo pandemico ricorda che molti uomini e donne vivono di speranza ogni giorno.

Distribuire nel mondo speranza, attraverso il film AU è un impegno di tutti, perché l’attitudine all’empatia- la capacità di sostenersi l’un l’altro- è la prima caratteristica di una civiltà.

Ancora” la colonna sonora del docufilm è del Rapper Daniele Smalin, mentre la regia è della stessa sceneggiatrice. Proprio la Kalchugina si rallegra della possibilità che il docufilm, oltre a raggiungere le scuole ucraine possa essere richiesto anche dai dirigenti scolastici italiani perché la pellicola è un frammento di vita reale, che scuote, emoziona, commuove.

La prima nazionale del film, tramite il collegamento dei personaggi italiani in diretta con il cast e la produzione da Kiev, ha stimolato l’interesse trasversale della critica cinematografica, così da intravedere una ravvicinata distribuzione internazionale con la riapertura delle sale cinematografiche.

 
Giuseppe Scarlato 

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