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Per non dimenticare il Prof. Giuseppe Dalla Torre

Cronaca

Si staccano dall’albero le foglie antiche nell’autunno del mondo… 

Lo conoscevo dal 1983 e seguì la mia prima tesi di laurea assistendo il titolare, e Suo Maestro, della Sapienza (Prof. Lorenzo Spinelli) mentre aveva vinto da poco la Cattedra di diritto Ecclesiastico all’Università di Bologna, la più antica università del mondo (!).

Che dire di lui su queste pagine a chi non lo conosceva ?  Lascio ai Colleghi e ai grandi media l’elenco di Titoli, delle Cattedre, degli Uffici ricoperti degli articoli scritti e dei libri pubblicati, tantissimi, tantissimo.

 Scoprire nel Tempo che credere è molto più importante del semplice sapere: mi appuntai queste righe prese non so dove ma dipingono bene “il Prof.” che esprimeva la sua Fede anche nel Sapere, con garbo, ma con coerenza espositiva, senza continui riferimenti ma con la convinzione in ogni parola che usava. Lo percepivi, sentivi che lui ci credeva. E ci crede ancora.

 Testimonio la Sua schiettezza, oggi si dice trasparenza: manifestava quel che pensava sempre per aiutare chi aveva difronte; mai un egoismo o una riserva mentale. Un uomo pulito, un docente che ha sempre stimato tutti i colleghi, non parlò mai di nessuno in negativo, vedeva sempre la parte buona di ognuno. 

Una ‘misura’ che ormai è rara ovunque, niente gossip, niente manifestazioni esplosive: una giusta, appunto, misura di serena allegria, arguzia, buon umore.

 Lo stile: lo aveva in casa, da sempre, mai fuori posto sia nel vestire che nel portamento, grave, silenzioso, alto. Trasmetteva ammirazione per l’impeccabilità unita alla semplicità, non era ostentazione in lui ciò che aveva, era.

  Il linguaggio: lineare, chiarissimo dosato anche nel rendere il tono giusto alla parola chiave del discorso, nella lezione o anche in un dialogo a due. Sempre se stesso. E questa, sottolineo, è stima seria e profonda, non lusinga superficiale e vanamente opportunistica.

         Serena allegria: in famiglia e nelle conviviali era faceto, arguto, le battute avevano la nota culturale a piè di pagina, veramente ti arricchiva anche mentre  prendeva un caffè con chiunque, colleghi o studenti, senza distinzioni.

         Profondità di analisi: l’esame di un istituto giuridico era fatto a 360 gradi, vedendo i profili positivi e negativi, gli sviluppi e le connessioni, le interazioni e le influenze indirette nelle discipline adiacenti al diritto, cioè… tutte.

E’ veramente una “città sul monte” e invito a leggere i suoi libri articoli[1]editoriali, su internet ci sono le raccolte dei sui scritti, scegliete quello che dal titolo vi incuriosisce e non avrete perso tempo nel leggerLo…

 Un secondo padre: si, sapeva consigliare e dare forza e sostegno nei momenti difficili, ascoltava e si interessava a te che gli stavi davanti, senza distrarsi, interrompersi con telefonate o altro. Era presente e uscivi carico, rincuorato, edificato, con la voglia di vivere.

 Paolo Rossi l’ha seguito a ruota: due Campioni uniti nella mitezza, nel forte senso della famiglia unica, unita. E non solo i soli. Di questi campioni o santi o modelli che dir si voglia il mondo è pieno ma non sono inquadrati dai media perchè il bene non fa notizia…

Che dirVi ancora: a Lui grazie di esser esistito e di averLa (non sono mai riuscito a darle del Tu) conosciuta.

 A Voi lettori che siete giunti fin qui lascio queste righe scritte da non so chi (la mia abitudine di sentire una musica, risuonarla ad orecchio e non annotarmi la fonte, poco scientifico, certamente, ma emotivamente più autentico):

 Quando la parola tace

e il libro finisce,

regna il silenzio

e nel silenzio esiste

un linguaggio che sorprende

che sa volare in alto

Oltre le cime del mare

Oltre le profondità delle vette. 

un linguaggio puro

un linguaggio vero

che sa vibrare

come le corde di una lira

che sa librare un sentimento

come lo sfarfallio di un cuore innamorato.

Fare di ogni voce

una musica infinita

 per chi ama

e per chi ha sete della Vita.

si sfoglia l’albero delle sue foglie antiche…

l’inchiostro sul foglio è finito,

a Te la parola.

arrivederci Prof.

[1] Cfr. A. Blasi, Giuseppe Dalla Torre e l’Osservatore Romano in RECTE SAPERE, Studi in onore di Giuseppe Dalla Torre, Giappichelli ed. 2014, pp.1332-1345.  

Prof. Avv. Antonello Blasi 

 


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