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ESCLUSIVA – Intervista a Francesco Saverio Rodriguez  diretto discendente del grande musicista altamurano Saverio Mercadante

Arte, Cultura & Società

NAPOLI/ALTAMURA

Giovanni Mercadante                                   

foto di copertina: Pianoforte di S. Mercadante donato al Conservatorio di Napoli da parte di Francesco S. Rodriguez

Napoli, capitale del Regno delle Due Sicilie, nonché città di adozione del musicista  altamurano Saverio Mercadante apre il suo cuore attraverso il suo diretto discendente in linea femminile: Francesco Saverio Rodriguez. Con lui anche un suo famigliare musicista, Giovanni REA, che si è appassionato alla figura del compositore su cui ha condotto ulteriori ricerche sulle sue composizioni sparse in tutta l’Europa, molte inedite, di cui conserva copie delle partiture. Un fiume in piena dei due intervistati, felicissimi di  creare un “trait-d’union” con la città natia del Cigno della musica melodrammatica ottocentesca. 

Finalmente, dopo tante ricerche, anche per lo scrivente, la soddisfazione di avere l’albero genealogico aggiornato. 

Domanda: Partiamo dall’inizio, Francesco Saverio Rodriguez e Giovanni Rea; il vostro rapporto familiare e la storia di Saverio Mercadante a cui vi siete dedicati in tutto questo tempo.

Risposta: Io, Francesco Saverio Rodriguez, discendo dalla figlia di Saverio Mercadante, Ismaila; il grande compositore sposò Sofia Gambaro il 9 luglio 1832 da cui ebbe 3 figli:  Elisa Giuseppa detta Ismaila, Osvino e Armando. La Gambaro, vedova del primo marito, aveva avuto da lui altri tre figli.  La mia trisavola è  appunto Ismaila.

D: Giovanni Rea, il tuo rapporto familiare con Francesco  S. Rodriguez e le tue ricerche?

R: Circa 5 anni fa, quando conobbi il compagno di mia cognata, Francesco Rodriguez, mai mi sarei aspettato di essermi imbattuto in colui il quale ha fatto rinascere in me l’interesse per la scuola napoletana dell’Ottocento, a cui avevo dedicato diversi anni, riscoprendo brani inediti da camera strumentali di Camillo De Nardis, Nicola d’Arienzo, Achille Longo, Antonio Savasta, Antonino Genovese e Adele del Noce, oltre a numerosi brani vocali di Mario Persico, le sorelle Clotilde e Paolina Capece Minutolo e Emilia Gubitosi e Adele del Noce già citata.

Francesco una sera durante una delle nostre  cene, mi mostrò dei cimeli di un suo avo, che non sapevo essere proprio Saverio Mercadante; mi disse “: è un peccato che questi debbano andare dispersi vorrei donarli a qualcuno che potesse valorizzarli…” e io gli chiesi “: ma scusa chi è questo tuo avo?…” Saverio Mercadante”……. Apriti cielo, mi mostrò un pianino sul quale lui stesso da ragazzino aveva studiato, che poi scoprimmo essere, grazie alla valutazione organologica del collega e amico Francesco Nocerino, un Pleyel del 1849, oltre a svariate lettere autografe originali dell’epoca con le firme di Victor Hugo, Leopoldo d’Austria, Silvio Pellico e tanti altri, indirizzate a lui e alla moglie.

Da quel momento in poi, animato da questa spinta, ho iniziato una ricerca  per trovare musiche inedite o poco eseguite del musicista altamurano; partendo dal II Decimino per pianoforte, ho scovato un rara serenata per Flauto, Corno Inglese, Violoncello e Arpa, che però è stata pubblicata a Parigi con la parte pianistica, con la consulenza dell’ex docente di Flauto del Conservatorio di Roma, Gianluca Petrucci (organizzatore del 1. Festival di Mercadante ad Altamura nel 1987, n.d.A.) e della moglie Paola Pisa; per anni accompagnatrice al pianoforte presso lo stesso conservatorio che ha curato la pubblicazione di tre volumi di arie d’opera estratte dalle sue.

Nel dicembre 2018 finalmente siamo riusciti da eseguire nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli questo Decimino per la prima volta che avevo ricopiato a fatica in un anno dal manoscritto autografo conservato nella biblioteca di S. Pietro a Majella, ma che mi accorsi subito dopo, essere stata pubblicata, assieme a tanti altri brani, dalla casa editrice che aveva fondato Pietro Spada, ex docente dello stesso conservatorio napoletano, Boccaccini e Spada con sede a Roma, assieme alla Serenata, pubblicata appunto a Parigi dalla casa editrice Harposphere, a S. Pietro a Majella, durante il quale concerto Francesco ha donato ufficialmente alla presenza di RAI TRE Regione, senza peraltro citare nel servizio televisivo, per una discutibile scelta editoriale, non dettata dal direttore della testata, l’esecuzione del decimino e della Serenata in prima assoluta per l’Istituto di Alta Cultura.

Da li è iniziato un percorso ad ostacoli che mi ha permesso di scovare numerosi brani, mai registrati tra i quali le tre Fantasie op. 614 di Carl Czerny su temi da la Vestale di Mercadante, eseguite in prima mondiale nell’ambito di Piano City 2020 a Napoli e durante il Convegno Internazionale che si è tenuto sempre in Conservatorio a Napoli lo scorso mese di ottobre e che dovevano oltre ad essere proposte presso il Teatro Mercadante di Altamura registrate live in prima mondiale, in prima assoluta; purtroppo a causa della pandemia, rinviata a data da destinarsi così come, il concerto promosso dal nuovo Sindaco di Sorrento Dott. Massimo Coppola, proprio per presentare al pubblico queste rarità da lui composte.

Giovanni Rea

Le Fantasie op.614, le quali stampe originali del 1841 sono conservate presso la Biblioteca Marciana di Venezia, mi hanno permesso di risalire, continuando le mie ricerche attraverso l’archivio storico di Casa Ricordi e al Conservatorio di Milano nell’Archivio Noseda donato appunto da Gustavo Adolfo Noseda, ex alunno di Mercadante, che aveva soggiornato dalla fine del 1859 al 1863 a Napoli dove si era recato per perfezionare gli studi musicali con Saverio Mercadante e cercare sollievo alla salute cagionevole in una città dal clima meno rigido di quello milanese: sin da giovanissimo aveva infatti manifestato i primi sintomi della tubercolosi che lo condusse a morte precoce. La sua imponente biblioteca di 10.253 volumi fu donata dai familiari al Comune di Milano e ora custodita nel Conservatorio di musica della stessa città, infatti il fondo Noseda contiene soprattutto pezzi di provenienza napoletana del Sette e Ottocento. In quest’archivio ho trovato una serie di brani e trascrizioni a 4 mani delle opere di Mercadante, create da musicisti minori italiani della prima metà dell’Ottocento, oltre a brani per violino e pianoforte, composti da amici ed ex alunni di Niccolò Paganini; un brano per due flauti e pianoforte; e un bravo di bravura per clarinetto e Pianoforte di Ernesto Cavallini, primo grande didatta di questo strumento, inviatemi gentilmente, dalla Dott.ssa Marta Crippa, bibliotecaria dello stesso.

                                                        

Francesco Rodriguez

Nel 18F26, dopo lo straordinario successo al teatro La Fenice con Donna Caritea regina di Spagna, il coro “Chi per la patria muor” divenne icona risorgimentale e fu scelto come inno nei moti del ’31 a Bologna e ancora intonato nel ’44 dai fratelli Bandiera davanti al plotone d’esecuzione. Il teatro del Fondo a Napoli dopo la sua morte, avvenuta a Chiaja, precisamente in via Filangieri nel 1870, il 17 dicembre, gli fu dedicato un anno dopo.

Nell’estate del 1830 il Maestro incontrò il soprano partenopeo Adelaide Tosi, con la quale, di ritorno a Madrid, intrecciò una relazione amorosa che divenne eccessivamente invadente per il compositore: «le attrattive di madamigella sono infinite […] ma sono più adatte a’ nobili che a’ maestri di musica». 

D: E quando sposò Sofia Gambaro?

R: L’8 luglio dello stesso anno sposò Sofia Gambaro; una giovanissima vedova genovese. Si ritrovò così a dover far fronte alle necessità della nuova famiglia (compresi i tre figli del primo matrimonio di Sofia) e concorse per il posto di maestro di cappella, resosi disponibile a Novara, nel novembre 1833, dopo la morte di Pietro Generali. Dal matrimonio con la Gambaro ebbe tre figli: Serafina, Osvino e Armando.

D: Un tuo pensiero tecnico da musicista  su Mercadante.

R: Molto positivo, ovviamente, ma voglio ricordare un aneddoto,  definendolo un traghettatore.  Nel 1838, Franz Liszt, dopo aver assistito alla prima esecuzione de “I Due Illustri rivali” a Venezia, ebbe a dire che: “Le sue opere sono il confronto più corretto e gli strumenti migliori di tutti quelli che ho ascoltato …… le ultime opere di Mercadante sono senza dubbio il miglior pensiero dell’attuale repertorio.  A tal proposito, come detto prima,  può essere considerato il traghettatore dalla scuola Napoletana barocca a quella romantica e, precursore della scuola didattica napoletana.

Mercadante va collocato nel  suo giusto posto come uno dei compositori italiani più significativi del XIX secolo. La produzione teatrale si concluse nel 1857 al S. Carlo di Napoli, con la tragedia lirica Pelagio; negli anni seguenti, leggendo l’epistolario e le cronache dei periodici partenopei, si profilò per lui un’attività dedita soprattutto alla direzione del Regio Collegio (organizzazione di accademie musicali) e alla frequentazione dei salotti.

D: In merito alla donazione del pianoforte?

R: Già, dimenticavo, il pianino e le lettere sono state donate ufficialmente al Conservatorio di Napoli proprio in occasione del concerto che tenni l’11 dicembre 2018, coincidenza curiosa, il giorno della nascita del mio compianto padre, che probabilmente da lassù, mi sta guidando


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