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Critiche che non servono

Politica

L’evoluzione di questo Conte “bis”resta complessa. Non per mancanza di buona volontà, ma per tangibili motivi politici. Anche a livello Esecutivo, dopo tante esternazioni, si persevera in un percorso incerto la cui mutazione non è per nulla prevedibile. Almeno sotto il profilo della concretezza. Perlomeno, è iniziata, come nel resto d’Europa, la campagna vaccinale per sconfiggere questa drammatica pandemia.

 La Penisola, a dispetto di tutto, è sempre in sofferenza e le critiche degli italiani, in linea di massima, sono globali. Gli interrogativi che ne derivano restano numerosi. Vanno dalla tutela della persona a quella dei suoi beni.

 Essere “insensibili”non può essere un modo di vita. La tolleranza, che è una grande dote di noi popolo mediterraneo, non ha da essere confusa come sopportazione d’eventi imprevedibili e, di conseguenza, incontrollabili. Il rispetto delle persone e delle cose fa parte della Civiltà di un Popolo. Il fatalismo è tutt’altra cosa.

La politica non c’entra nulla con l’emergenza. Però, non ci sono attenuanti per giustificare la violenza, morale e materiale, che è ancora cronaca quotidiana. Dato che le leggi ci sono, tutti dovremmo essere tenuti a rispettarle. Per convinzione, mai, per timore. Ci sono, comunque, degli aspetti di questa politica d’”emergenza” che continuano a stupirci; anche se l’aria di “crisi” c’è e, entro il 2021, potrebbe tornare al Popolo il diritto di voto. L’ultimo “atto” di questo Potere Legislativo è il varo di una legge elettorale degna di tale nome.

Giorgio Brignola


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