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Giù le vendite a novembre, tengono solo alimentari e beni tecnologici

Economia e Finanza

L’Istat stima una flessione rispetto a ottobre del 6,9% in valore e del 7,4% in volume. “Le restrizioni hanno fortemente penalizzato la domanda di beni non alimentari, azzerando in molti casi le già deboli aspettative degli operatori”

 

  Spesa supermercato supermarket (Afp)

Forte calo delle vendite al dettaglio a novembre, tirate giù dal comparto dei beni non alimentari. A balzare di oltre il 50% è solo l’e-commerce. Gli ultimi dati Istat mostrano gli effetti delle nuove misure di contenimento per contrastare la pandemia da Covid-19. Nel dettaglio l’Istat stima a novembre una flessione rispetto a ottobre del 6,9% in valore e del 7,4% in volume.

In crescita le vendite dei beni alimentari (+1,0% in valore e in volume) mentre le vendite dei beni non alimentari diminuiscono sia in valore sia in volume (rispettivamente del 13,2% e del 13,5%). Su base tendenziale le vendite al dettaglio diminuiscono dell’8,1% in valore e dell’8,4% in volume.

A determinare il segno negativo sono le vendite dei beni non alimentari, in deciso calo (-15,1% in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+2,2% in valore e +0,7% in volume).

“Il calo – commenta l’Istituto di statistica – è determinato dal comparto dei beni non alimentari, settore fortemente colpito dall’applicazione delle nuove misure di chiusura legate all’emergenza sanitaria; la diminuzione in questo comparto ha investito sia la grande distribuzione (-25,7%) sia, in misura inferiore, le imprese operanti su piccole superifici (-16,9%). Tra le diverse forme distributive si confermano in forte crescita gli acquisti attraverso il commercio elettronico”.

Nel trimestre settembre-novembre 2020, le vendite al dettaglio registrano un aumento congiunturale dello 0,5% in valore e dell’1,5% in volume. Crescono le vendite dei beni alimentari (+2,0% in valore e in volume) mentre quelle dei beni non alimentari calano in valore (-0,6%) e aumentano in volume (+1,1%).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+28,7%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+2,0%). Le flessioni più marcate si evidenziano, invece, per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-45,8%) e Abbigliamento e pellicceria (-37,7%).

Rispetto a novembre 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-8,3%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-12,5%). Le vendite al di fuori dei negozi calano del 14,3% mentre il commercio elettronico è in forte aumento (+50,2%).

Confesercenti parla di “un altro prevedibile tonfo e si dimostra come la decisione di non spostare il Black Friday sia stato un grave errore: con i negozi di nuovo sottoposti a restrizione, la giornata di sconti ha causato lo spostamento di importanti quote di mercato verso l’online che ha realizzato il terzo aumento piu’ importante di sempre dopo giugno e ottobre scorso”.

Confcommercio sottolinea che “le restrizioni messe in atto nel mese hanno fortemente penalizzato la domanda di beni non alimentari, azzerando in molti casi le già deboli aspettative degli operatori di un possibile moderato contenimento delle pesanti perdite subìte nei mesi primaverili. Solo i segmenti necessari ad affrontare il prolungato distanziamento, e cioè alimentazione domestica e tecnologia per le comunicazioni, sono riusciti a mantenere un andamento positivo”.

Per questo la confederazione chiede “una parte delle risorse europee dovrà essere utilmente impiegata per spingere innovazione e digitalizzazione anche delle micro e piccole imprese“.


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